Tenco a Sanremo…

Ciao amore, ciao.

Omaggio a Tenco a Sanremo. Un’occasione mancata.

Disegno di Gulliveriana, Luigi Tenco, fusaggine.Omaggio

Nella quarta serata del Festival di Sanremo, in un’ ora ormai troppo tarda per la gran parte del pubblico italiano, Renato Zero ha ricordato Luigi Tenco con Ciao amore,ciao,  Bruno Lauzi con Ritornerai, Sergio Endrigo con Era d’estate. Poi ha cantato le sue canzoni Il carrozzone, Ave Maria, Il cielo.

A mio parere questo tributo è stato un’occasione mancata. E vi spiego le ragioni del mio rammarico.
A prescindere, infatti, dall’interpretazione di Renato Zero, mi aspettavo un omaggio diverso, dedicato solo a Luigi Tenco. Con ciò non voglio dire che non ho gradito l’omaggio anche a Bruno Lauzi e Sergio Endrigo che considero ugualmente grandi e, nel caso di Endrigo, troppo dimenticati. Avrei omaggiato anche loro, a parte. Proprio per dare a tutti il loro giusto valore. Nei confronti di Luigi Tenco questo valore secondo me consiste nel cercare di ricostruire una memoria.

Il mio rammarico, in particolare, è che a distanza di quarant’anni è stata persa l’occasione di cancellare dalla memoria gli errori che il music business di allora ha compiuto, non solo e non tanto in quel Sanremo, ma anche dopo. Ricordiamoci, infatti, che al funerale di Tenco era presente solo Fabrizio De Andrè. E ricordiamo anche che forse l’omaggio più sincero e privo di qualsiasi retorica oggi rimane ancora quello che De Andrè fece qualche tempo dopo: Preghiera in gennaio. Un omaggio diverso, più significativo non era solo possibile, secondo me anche necessario. Quello di Renato Zero non va stigmatizzato, si può apprezzare per alcuni versi ma difettava per altri aspetti dei quali certo non si può imputare lo stesso Zero, quanto l’organizzazione del Festival la quale invece di navigare in superficie poteva andare un po’ più a fondo…

Gulliveriana