Il mio regno e le fatine

Dedicato a tutte le fatine e le regine de
“Il mio regno”
Luigi Tenco, 1961

 

La fatina, omaggio a Luigi Tenco olio su tela di MVC/Gulliveriana©, 2010 

foto di Barbara Sangaino
video realizzato da  Fausto Carotenuto 

Tutti i diritti riservati.
Tutte le opere presenti su questo blog  appartengono a Maria Vittoria Conconi. L’autore ne consente l’uso previa citazione, esclusivamente per iniziative culturali che non abbiano scopo di lucro.

 

Fatina de Il mio regno

Fatina

del mio regno

La fatina, omaggio a Luigi Tenco olio su tela di MVC/Gulliveriana©, 2010

foto di Barbara Sangaino

Tutti i diritti riservati.
Tutte le opere presenti su questo album appartengono a Maria Vittoria Conconi. L’autore ne consente l’uso previa citazione, esclusivamente per iniziative culturali che non abbiano scopo di lucro.

IL MIO REGNO

“Tu, fatina che non vidi mai
tu sei stata regina del regno
che un giorno sognai.

E tu, mio caro vecchio albero,
tu sei stato il castello di un regno
e neppure lo sai.
D’un regno
con un solo soldato
che cercava le streghe
voleva cacciarle a sassate!

D’un regno
che ogni giorno viveva
i mille e mille e mille
c’era una volta.

Oh, se non m’avessero detto mai
che le fiabe son storie non vere
ora là io sarei.

Luigi Tenco

Favole e… realtà…, pensieri in libertà.

Favole e… realtà…, pensieri in libertà.

(Il regno di Luigi, la giungla di Piero)

Tu fatina che non vidi mai tu sei stata regina del regno che un giorno sognai”. Così cantava Luigi, il soldato d’un regno che cercava le streghe per cacciarle a sassate.

Sguardo di  fata, matita di Gulliveriana/MVC

“Sembrava una fata e non lo era e non lo era e non lo era”. Cantava stizzito Piero. Per lui le fate sono diventate streghe, il regno è diventato una giungla. È da anni che combatte in quella foresta. La vera guerra non si fa con le armi,
si fa con il cuore,
per questo sono un eroe”.

Si rammarica Luigi:Oh,se non mi avessero detto mai che le fiabe son storie non vere ora là io sarei”

Sarebbe riuscito a rimanere un soldato d’un regno con la sua fatina che non vide mai? D’un regno che ogni giorno viveva i mille e mille e mille c’era una volta…  avrebbe detto anche lui uffa che noia?

 

Il mio regno

Tu, fatina che non vidi mai
tu sei stata regina del regno
che un giorno sognai.

E tu, mio caro vecchio albero,
tu sei stato il castello di un regno
e neppure lo sai.

D’un regno
con un solo soldato
che cercava le streghe
voleva cacciarle a sassate!

D’un regno
che ogni giorno viveva
i mille e mille e mille
c’era una volta.

Oh, se non m’avessero detto mai
che le fiabe son storie non vere
ora là io sarei.

Luigi Tenco
Il periodo Ricordi (1959-1963)

 

 

Uffa che noia

Uffa che noia la sera che cade,
mi sembra uno squalo tra due margherite.

Uffa che noia, uffa che noia.
Uffa che noia la gente che cerca una casa deserta
quando viene la tempesta.

Uffa che noia, lei venne e mi disse
“io sono la tua” ed io le credetti.
Sembrava una fata
e non lo era e non lo era e non lo era,
uffa che noia.

Uffa che noia, non è ancora finito
questo squallido imbroglio tra la vita e la morte,
uffa che noia, uffa che noia, uffa che noia.
La giungla comincia in famiglia,
sono anni che combatto in quella foresta.
La vera guerra non si fa con le armi,
si fa con il cuore,
per questo sono un eroe.

Ciampi – Marchetti (1975)

 

 

Luglio 2007

Luglio 2007

Il calendario di Gulliveriana dedicato a Luigi Tenco. 

Per vedere l’immagine ingrandita cliccate sopra

Il mio regno

Tu, fatina che non vidi mai
tu sei stata regina del regno
che un giorno sognai.

 

E tu, mio caro vecchio albero,
tu sei stato il castello di un regno
e neppure lo sai.

D’un regno
con un solo soldato
che cercava le streghe
voleva cacciarle a sassate!

D’un regno
che ogni giorno viveva
i mille e mille e mille
c’era una volta.

Oh, se non m’avessero detto mai
che le fiabe son storie non vere
ora là io sarei.

Luigi Tenco

 Il periodo Ricordi (1959-1963)

per ascoltarla clicca qui

per gentile concessione di Massimo

Omaggio a Massimo e al suo sito Il mio regno

Siti tenchiani: Il mio regno

Il mio regno

Quando ho aperto questo piccolo blog non pensavo che avrei trovato in queste strade virtuali tante persone sensibili verso la musica, l’arte, la passione civile. Eppure a distanza di un anno ho scoperto che queste strade sono affollate di passione per questi temi. Oggi poi sono contenta di sapere che su splinder c’è  un navigatore in più che ha dedicato il suo spazio a Luigi Tenco

http://ilmioregno.splinder.com/

Il nuovo blog di Massimo si presenta con un’intervista immaginaria a Tenco, che promette interessanti sviluppi per questo spazio.

 Benvenuto su splinder Massimo.

Disegno di Gulliveriana