Immaginari visivi e musicali ispirati da Luigi Tenco.

Immaginari visivi e musicali ispirati da Luigi Tenco.
Teatro il Ferroviario, Sassari, 29/01/2010
I° appuntamento

La rassegna, intitolata ” La forza delle parole”, incontri sulla parola e la musica, organizzata dall’associazione Materia grigia, con la collaborazione della Compagnia Teatro “La Botte e il Cilindro” e della Libreria Internazionale “Koiné” di Sassari, è  incentrata sulla figura e sull’arte di Luigi Tenco.

Ad inaugurare la rassegna sono stati la pittrice Maria Vittoria Conconi,
il baritono algherese Paolo Zicconi 
e Mario Uselli,


che hanno ripercorso gli immaginari visivi e musicali ispirati da Luigi Tenco accompagnando il pubblico presente in un viaggio attraverso parole, immagini e musiche dedicate alla figura del grande cantautore.

 

foto di Giovanni Salis e Alberto Mancosu

 

In ricordo di Piero Ciampi

In ricordo di Piero Ciampi
30 anni dopo la sua scomparsa (19/01/1980)

“Io sono il più grande, perché mi posso permettere di prendere 300.000 Lire a sera e mandare un altro a cantare al mio posto. Tanto nessuno sa chi è Piero Ciampi”.

Piero Ciampi
sanguigna di MVC/Gulliveriana©, 2007

IL VINO

(Ciampi – Marchetti)

Com’è bello il vino
rosso rosso rosso,
bianco è il mattino,
sono dentro a un fosso.
E in mezzo all’acqua sporca
godo queste stelle,
questa vita è corta,
è scritto sulla pelle.

Ma com’è bello il vino
bianco bianco bianco,
rosso è il mattino,
sento male a un fianco.
Vita vita vita,
sera dopo sera,
fuggi tra le dita,
spera, Mira, spera.

tratto da un mio vecchio post del gennaio 2007

 

Ritratto di Luigi Tenco.

Luigi Tenco,

come lo vedo io…

Luigi Tenco,
ritratto matita e carboncino di MVC/Gulliveriana©, 2009

Come mi vedono gli altri

Vorrei provare ad essere un’altra persona
per vedere me stesso
come mi vedono gli altri.


Vorrei sapere qual è l’impressione che prova chi
non sa per nulla
quello che faccio e che sono.

 

Quando cammino
pensando ai fatti miei
quando sorrido
per chiedere qualcosa.

La mia paura
è che a vedere me come sono
io potrei rimanere deluso.

La mia paura
è che a vedere me come sono
io potrei rimanere deluso, rimanere deluso.

[Luigi Tenco, periodo Ricordi '59-'63]


 per ascoltarla clicca qui

per gentile concessione di Massimo

 

 

Altre visioni di Stintino

Altre visioni di Stintino

 

La torre della pelosa olio di MVC/Gulliveriana©, 2009

 

La torre della pelosa acquerello e pennarello

di MVC/Gulliveriana©, 2009


Punta negra
acquerello e penna di MVC/Gulliveriana©, 2008

Stintino, due barchette
acquerello di MVC/Gulliveriana©, 2008

 Punta negra,
acquerello di MVC/Gulliveriana©, 2008

Stintino, le saline e Fiume santo
acquerello di MVC/Gulliveriana©, 2008

Pittura della Fidapa.

Inaugurazione della collettiva di Pittura della Fidapa.

Sassari, 23 giugno 2009

Grande partecipazione del pubblico sassarese all’inaugurazione della Collettiva di pittura presso la prestigiosa Sala Giuseppe Duce del Palazzo Ducale di Sassari, organizzata dalla F.I.D.A.P.A.  e realizzata con il patrocinio del Comune di Sassari.

Dedicata alla figura della donna, l’esposizione ha evocato il discorso dell’emancipazione e della valorizzazione femminile, argomento principale dello statuto della F.i.da.p.a.  In particolare il tema predominante è stato quello del mondo femminile nell’arte.  Particolari le composizioni floreali e di rami e piante del sottobosco della Gallura, realizzate dalla giovane iraniana Faranak Farazpey.

Alla collettiva hanno partecipato altre 8 artiste fra le quali: Maria Luisa Casiraghi , Auretta Carta, Maria Vittoria Conconi, Rosalba Crillissi, Grazia Elisabetta Coradduzza, Adele Loriga, Gavinuccia Solinas, Gabriella Torri.

Inoltre erano presenti , il Sindaco Gian Franco Ganau, la Presidente del Consiglio Comunale Monica Spanedda e l’Assessore alla Cultura  Angela Mameli.

L’inaugurazione è stata aperta dalla Presidente Fidapa Vannina Obino che  ha illustrato le  attività della Fidapa  fra le quali anche iniziative sull’ambiente e dalla prof. ssa Isa Sarullo Dettori, socia Fidapa, che ha presentato e illustrato le opere realizzate dalle 9 artiste, mettendo in risalto le loro qualità e particolarità.

  La prof.ssa Isa Sarullo Dettori e la Presidente Vannina Obino

Al termine della presentazione è stata consegnata una targa alla Pittrice e socia Fidapa Grazia Elisabetta Coradduzza per la sua attività artistica e per l’impegno dedicato all’Associazione.  Vannina Obino, presidente Fidapa e la pittrice Grazia Elisabetta Coradduzza

Infine, il Sindaco Gian franco Ganau e l’Assessore alla Cultura Angela Mameli hanno rivolto un saluto e un augurio di buon lavoro alle socie Fidapa.

 

   

 

 

 

 

Il sindaco Gian Franco Ganau e Vannina Obino, Presidente Fidapa  

L’Assessore alla Cultura Angela Mameli

 Io, la fatina de “Il mio regno

(non poteva mancare un riferimento a Luigi Tenco)

e… i miei quadri.

La Nuova Sardegna, 26 giugno 2009 articolo di Tonino Meloni

 

RAGAZZO MIO

RAGAZZO MIO

Una barca senza vela, acquerello di MVC/Gulliveriana©, 2008

Ragazzo mio,

un giorno ti diranno che tuo padre

aveva per la testa grandi idee,

ma in fondo poi non ha concluso niente.

Non devi credere no,

vogliono far di te

un uomo piccolo,

una barca senza vela;

ma tu non credere no,

che appena s’alza il mare,

gli uomini senza idee

per primi vanno a fondo.

Ragazzo mio,

un giorno i tuoi amici ti diranno

che basterà trovare un grande amore,

e poi voltar le spalle a tutto il mondo.

Non devi credere, no,

non metterti a sognare

lontane isole che

non esistono;

non devi credere, ma,

se vuoi amar l’amore,

tu non gli chiedere

quello che non può dare.

Ragazzo mio,

un giorno sentirai dir dalla gente

che al mondo stanno bene solo quelli

che passano la vita a non far niente.

No, no, non credere, no,

non essere anche tu

un acchiappanuvole

che sogna di arrivare;

no, no, non credere, no,

non invidiare chi

vive lottando invano

col mondo di domani.

Luigi Tenco

periodo SAAR 1964/65

“Era innato in lui non accettare le cose storte. Quante volte, nel corso dei lunghi anni che abbiamo passato insieme, mi ha ripetuto la sua teoria sul comportamento: – Non devi mai cedere ai compromessi, mio caro Roy, il nostro “io”, il nostro senso della vita è come una diga interposta tra il “nulla” e noi stessi, scendere anche ad un piccolissimo compromesso con i nostri principi più sacri, è come fare un buco in questa diga. E per piccolissimo che sia il buco, l’acqua poi farà il resto, forzandolo e facendo crollare tutto… Ricordalo.

Questo concetto era tanto radicato in lui che, più tardi, diventato famoso, volle scrivere la canzone «Ragazzo mio». In questa canzone, dedicata a mio figlio maggiore, Alessandro, ho risentito queste sue parole, questo suo modo di affrontare la vita di petto, senza vie traverse o compromessi.”

(tratto da Caso Tenco. È stato un suicidio? di G. Roy Grassi, amico di Luigi Tenco).

 

rosellina

Per il mio compleanno…

Rosellina, matita di MVC/Gulliveriana©, 2008

Rose 


Costellazione terrestre,
rose,
colme rose silenziose,
più d’ogni bel viso belle,
fragranti più delle onde
nei mattini leni alla marina,
rose,
nell’ora vostra perfetta
mirarvi è smarrirsi in voi,
quale un cielo trapunto di luci serene,
colme rose estatiche,
sensi secreti voi irraggiate,
voi pronte a perire
in beatitudine e sacrificio,
rose,
adorarvi non vale a possedervi,
ardenti vertici vivi!

 

Sibilla Aleramo

Sì alla Terra
( 1928-1934)

71° anniversario della nascita

21 Marzo 1938 – 21 Marzo 2009

 

Ritratto di Luigi Tenco, acquerello di MVC/Gulliveriana©, 2008

71° anniversario della nascita

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Chi mi ha insegnato

Chi m’ha insegnato a parlare

a dire quello che sento.

Chi m’ha insegnato a parlare

a farmi capire dagli altri.

Non mi ha insegnato le parole

per poterti dire quello che vorrei

non mi ha detto come potrei fare

per dirti il mio amore con parole nuove.

Chi m’ha insegnato a scrivere

seguendo un pensiero che sfugge.

Chi m’ha insegnato a scrivere

fermare un momento che vola.

Non mi ha detto come potrei scrivere

qualcosa di grande che parli di te.

Non mi ha detto come potrei scrivere

le lunghe poesie che mi fai sognare.

Chi m’ha insegnato a vivere

passando dall’alba al tramonto.

Chi m’ha insegnato a vivere

in mezzo alla gente del mondo

non mi ha detto come potrei vivere

queste lunghe sere senza averti accanto.

Non mi ha detto come potrei fare

a vivere solo senza il nostro amore.

Testo e Musica di

Luigi Tenco

Per ascoltarla clicca qui

per gentile concessione di Massimo