Tenco a Sanremo…

Ciao amore, ciao.

Omaggio a Tenco a Sanremo. Un’occasione mancata.

Disegno di Gulliveriana, Luigi Tenco, fusaggine.Omaggio

Nella quarta serata del Festival di Sanremo, in un’ ora ormai troppo tarda per la gran parte del pubblico italiano, Renato Zero ha ricordato Luigi Tenco con Ciao amore,ciao,  Bruno Lauzi con Ritornerai, Sergio Endrigo con Era d’estate. Poi ha cantato le sue canzoni Il carrozzone, Ave Maria, Il cielo.

A mio parere questo tributo è stato un’occasione mancata. E vi spiego le ragioni del mio rammarico.
A prescindere, infatti, dall’interpretazione di Renato Zero, mi aspettavo un omaggio diverso, dedicato solo a Luigi Tenco. Con ciò non voglio dire che non ho gradito l’omaggio anche a Bruno Lauzi e Sergio Endrigo che considero ugualmente grandi e, nel caso di Endrigo, troppo dimenticati. Avrei omaggiato anche loro, a parte. Proprio per dare a tutti il loro giusto valore. Nei confronti di Luigi Tenco questo valore secondo me consiste nel cercare di ricostruire una memoria.

Il mio rammarico, in particolare, è che a distanza di quarant’anni è stata persa l’occasione di cancellare dalla memoria gli errori che il music business di allora ha compiuto, non solo e non tanto in quel Sanremo, ma anche dopo. Ricordiamoci, infatti, che al funerale di Tenco era presente solo Fabrizio De Andrè. E ricordiamo anche che forse l’omaggio più sincero e privo di qualsiasi retorica oggi rimane ancora quello che De Andrè fece qualche tempo dopo: Preghiera in gennaio. Un omaggio diverso, più significativo non era solo possibile, secondo me anche necessario. Quello di Renato Zero non va stigmatizzato, si può apprezzare per alcuni versi ma difettava per altri aspetti dei quali certo non si può imputare lo stesso Zero, quanto l’organizzazione del Festival la quale invece di navigare in superficie poteva andare un po’ più a fondo…

Gulliveriana


Ciao Amore, ciao

Ciao amore, ciao

 Dalidà e Luigi Tenco, Omaggio. Disegno di  MVC/Gulliveriana©, 2006, Carboncino.

Un pomeriggio di primavera  una bambina osserva suo fratello riporre un disco sul giradischi… e ascolta.

 La voce che risuona dagli altoparlanti è nuova e mai sentita in precedenza, forte, calda … Una voce che parla di “un mondo di luci”, di uomini che “in un giorno solo saltano cent’anni di storia”, sentendo all’improvviso di “non saper fare niente” “in un mondo che sa  tutto e non avere un soldo nemmeno per tornare”…

Questa impressionante fotografia degli anni sessanta dove si evidenzia un tema drammatico della società italiana come lo spopolamento delle  campagne del sud e la trasformazione delle città del nord in grandi metropoli, fu il mio primo incontro con Luigi Tenco.  Da quel momento decisi di approfondire la sua conoscenza ascoltando prima le canzoni più note  come Vedrai vedrai, Lontano, Mi sono innamorato di te, Ho capito che ti amo, Un giorno dopo l’altro, Io sono uno,  Ragazzo mio, E se ci diranno, Ognuno è libero, Cara Maestra e poi quelle meno conosciute o addirittura inedite come Il tempo passò, Quasi sera, Danza di una ninfa sotto la luna e altre.

Fino a dedicargli questo blog, dal titolo pensato per lui, Favole e realtà, al solo scopo di  tenere vivo il suo ricordo attraverso i miei disegni.

Danza di una ninfa sotto la luna. Disegno di  MVC/Gulliveriana©, 2005, matite colorate 

Oggi lo voglio ricordare proprio con la prima canzone che ho ascoltato:

Ciao amore ciao

La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c’e’ il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent’anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.

Luigi Tenco

Per ascoltare e vedere il video potete cliccare qui
(fonte: La verde isola)

In ricordo di Dalidà e Luigi Tenco, rispettivamente a 20 anni e a 40 anni dalla loro morte.