Angela

Angela


Angela, olio su tela, 2010 di Maria Vittoria Conconi

foto di Barbara Sangaino

matita di Maria Vittoria Conconi, 2010
disegno preparatorio per dipinto ad olio

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"Angela, Angela, angelo mio

ma tu stasera invece di piangere

guardi il mio viso in un modo strano

come se fosse ormai lontano."

 Luigi Tenco

periodo Ricordi

 

Angela, Tu no

Addii 

Stasera mentre ascoltavo Tu No di Piero Ciampi mi è venuta in mente Angela di Luigi Tenco perché entrambi i brani parlano di un addio. In particolare l’addio di una donna nei confronti di un uomo. Ed è curioso scoprire come lo stesso tema possa essere affrontato in due modi diversi. Infatti, mentre nelle parole di Ciampi traspare un senso di orgogliosa e dolorosa amarezza dall’altra parte c’è un romanticismo inquieto, legato ad una presunzione tradita ed una perdita di sicurezza. Però pensandoci bene forse ci sono due sicurezze tradite in ambo i casi ma vissute e raccontate in una maniera diversa, lette appunto da due anime e da due visioni poetiche diverse, entrambe intensamente affascinanti. E voi come avreste letto l’abbandono? 

Angela L. Tenco

Angela, Angela, angelo mio
io non credevo che questa sera
sarebbe stato davvero un addio,
Angela credimi, io non volevo.
Angela, Angela, angelo mio
quando t’ho detto che voglio andarmene.
Volevo solo vederti piangere,
perché mi piace farti soffrire.

Angela, Angela, angelo mio
ma tu stasera invece di piangere
guardi il mio viso in un modo strano
come se fosse ormai lontano.
Ti prego, Angela, no, non andartene
non puoi lasciarmi
quaggiù da solo
non è possibile che tutto a un tratto
io possa perderti, perdere tutto.

Volevo farti piangere
vedere le tue lacrime
sentire che il tuo cuore
è nelle mie mani

 

 

 Tu no P.Ciampi 

Tu no, tu no

 

Tu no, tu non puoi andare via
tu non devi andare via

tu no, amore no
anche se ti ho fatto male
anche se ti ho esasperata

tu no, tu no, tu no
sono a tua disposizione
per la vita e per il cuore
tu no, tu no

Tu no, amore no
ti ricordi via Macrobio
qualche volta eri felice

tu no, tu no, tu no
sedevamo nel giardino e ascoltavi con amore
tu no, amore no,

tu che sai tutto di me,
tu che hai la mia fiducia,
tu no, amore, no, tu no.

 

Tu no, tu no, tu no,
sì lo so che non ho niente,
sì lo so che ti ho delusa,
ma tu, amore, tu
hai amato i miei silenzi,
hai capito i miei discorsi.
Tu no, tu no, tu no.
I milioni di rinunce
che ti ho fatto sopportare
le ho pagate care.

Tu no, amore, no,
è difficile capirsi,
è difficile aiutarsi,
lo so, è colpa mia,
io non ho mai fatto niente
per condurre la tua vita,
ma tu devi saperlo:
io non so più come fare,
non capisco questa vita,
tu no, amore no, tu no.

 

Tu no, aspetta, no,
se non so farti felice,
anche se continuo a bere,
tu no, amore, no,
tu mi devi star vicina
perché ormai io sono fuori.
Tu no, amore no.
Qualche cosa te l’ho data
se mi guardi con quegli occhi.
Tu no, tu no, tu no.