5 thoughts on “Ciao, amore ciao cover

  1. Cara Gully,
    grazie per aver postato queste quattro versioni di “Ciao amore, ciao” (anche se quella di Priviero è l’originale “Li vidi tornare”), proprio in questo “giorno della memoria” che per i fans tenchiani (“vecchi” e “nuovi”), ovviamente, è una data indelebile.
    Quanto alle due versioni alternative, ho notato che ci sei ritornata sopra anche sul Binario, a proposito del falso scoop di Baccini. Beh, ma bisogna ammettere che il grande pubblico non conosce quell’autentica perla che è “Li vidi tornare” (cantata e arrangiata da Tenco però!). “Li vidi tornare” è l’unica, vera, ineludibile versione originale di “Ciao amore, ciao”: Luigi ci aveva sicuramente lavorato sodo, se l’era “sudata” e ci teneva molto comela sua canzone, l’unica che avrebbe voluto portare a San Remo. Per me, è uno dei suoi brani più perfetti in assoluto: perfetta nel testo, nell’irrinunciabile arrangiamento da marcetta militare e contadina (l’arrangiamento rock di Priviero mi sembra un vero “tradimento” delle intenzioni originali), nel ritornello che solo in quell’arrangiamento folk può davvero evocare “Bella ciao”. Penso inoltre che Tenco, quando parla insieme di guerra ed infanzia, lo faccia in maniera assolutamente convincente e pre-ideologica, nel senso che va a pescare davvero nelle sue memorie infantili, in antichi ricordi che (come succede da bambini) sono poi quelli che rimangono più impressi. L’accostamento tra guerra e ingenuità infantile, per esempio, ricorre anche in “Io vorrei essere là” e, senza queste considerazioni, non si capirebbe bene perché (specie nella seconda versione di questo brano, anch’essa rockeggiata, mentre la prima, appartenente al suo periodo musicale “russo” – quello di “Io sì” e di “La mia valle” – è molto più convincente). Sicuramente, da bambino, Luigi assistette davvero a movimenti e lotte partigiane nelle campagne di Cassine o Ricaldone, considerato che nel vicino cuneese (soprattutto Alba, di cui parlano ampiamente sia Beppe Fenoglio che Giorgio Bocca) la guerra partigiana fu intensa e cruenta: all’epoca Luigi aveva 6 anni (che, a occhio e croce, è anche l’età del “ragazzino” di “Li vidi tornare”).
    Ma andò come andò e la RCA costrinse Tenco a rivedere il testo, che divenne così quello di “Ciao amore, ciao”, com’è rimasta nella memoria collettiva dopo quella sera. Penso però che, contrariamente a Luigi, Dalidà amasse moltissimo questo testo, come del resto amava Luigi (a proposito, ma quando cantava “Gigi l’amoroso” si riferiva a lui?). “Ciao amore, ciao”, infatti, doveva essere proprio su sua misura e rievocarle i suoi ricordi infantili: figlia di emigrati calabresi in Egitto, era lei la provinciale che, dopo un giovanile concorso di bellezza, era sbarcata a Parigi, la “città tentacolare” per eccellenza. Cosicché, il trauma del passaggio da un paese egiziano al "mondo di luci" parigino, in cui "sentirsi nessuno", doveva essere stato davvero forte. Naturalmente però, tutte queste sono supposizioni. Ma non tornano anche a te?
    Ciao. Buon lavoro!

  2. Un ricordo più che azzeccato, come se si materializzasse qui ed ora il nostro caro Luigi Tenco. Saluti veri e sinceri da Salvatore.

  3. Scusate la sfacciata intromissione, ma essendo parte in causa in tutta onestà non posso farne a meno.
    Mi chiamo Marzio Angiolani e sono autore con Francesco dello spettacolo "Baccini canta Tenco". Mi permetto di intervenire, anche se sono capitato qui un po' casualmente, perché in effetti apprezzo non poco la passione e la preparazione con cui affrontate l'opera di Tenco.
    Volevo soltanto spiegarvi la vicenda dello "scoop" in Rai su "Li vidi tornare".
    Io (la canzone d'autore in effetti è il mio ambito di studi) e Francesco sappiamo bene che la vicenda di "Ciao amore ciao" è ben nota. E infatti, seppur non fossi presente a Roma, è stato imbarazzante sentirlo dire dalla Cuccarini. Semplicemente noi volevamo far sapere che abbiamo scelto di inserire la versione originale del testo, prima dell'intervento della RCA. Ma come si sa i due minuti di tv travisano la realtà a ricerca dello scoop. Francesco non è riuscito o non è stato abbastanza rapido a ribattere, ma vi giuro che, siccome mi hanno fatto la domanda in conferenza stampa, ho personalmente chiarito che "Li vidi tornare" non è né un inedito né una scoperta filologica. Piuttosto è una scelta precisa, in linea con lo spirito dello spettacolo.
    Tutto qui.
    Anzi no. L'arrangiamento presentato in Rai è stato della band dello studio. Vi giuro che nello spettacolo è tutt'altra cosa. E siccome io mi sono occupato soltanto dei testi, posso dirvi in tutta sincerità che dal punto di vista musicale è stato fatto davvero un lavoro notevole.
    Spero di non essere stato invadente e di aver chiarito l'equivoco.

    Marzio Angiolani

  4. Mi scuso per il ritardo nel rispondere ma solo ieri ho visto il commento di Marzio Angiolani e che pubblico volentieri. Sono contenta che sia intervenuto per chiarire questo malinteso sul falso scoop del brano Li vidi tornare e mi scuso se ho pensato male.  Ma, come potete immaginare, da appassionata di Tenco, dopo aver sentito  quella affermazione da parte di Lorella Cuccarini senza un'immediata smentita, non ho potuto farne a meno. Mi auguro, però, che le critiche diano un loro piccolo contributo ad un migliore svolgimento delle iniziative dedicate a Luigi Tenco.
     
    Se non ci sono problemi, per correttezza, pubblico il commento di Angiolani  anche sul forum Binario 21 dove è nata la discussione e, sperando di poter vedere il concerto, auguro a Baccini e a tutta l'organizzazione un buon proseguimento nel nome di Luigi Tenco. 

    Ringrazio anche MrVecchiofan per i suoi preziosi contributi e Sar per i suoi puntuali commenti che arricchiscono questo blog.

    a presto
    Gulliveriana

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