Effetto Tenco


Effetto Tenco

di Marco Santoro

Genealogia della canzone d’autore

Collana “Intersezioni”

 

“Dal jazz delle cantine al rock ‘n’roll degli sconclusionati festival giovanili, dalla scuola francese a quella genovese, fino alla rivoluzione mancata del beat italico: Tenco è stato il cantore dei lati più oscuri dei favolosi anni ’60, di quel decennio spezzato ha incarnato le contraddizioni più laceranti ma anche i fermenti più creativi. Fino al gesto estremo che gli conferirà una statura tragica. Proiettando un’ombra su tutta la canzone d’autore e la musica alternativa”.E’ questa l’immagine di Luigi Tenco che ci viene trasmessa oggi da uno dei più popolari siti web musicali italiani. Diffusa è dunque la percezione di trovarsi davanti a una figura di svolta, per certi aspetti fondativa. E’ la vicenda al centro di questo libro, che mostra – in una vivida, originale rilettura – come il suicidio di un cantante durante una “banale” competizione di musica “leggera” si sia trasformato inaspettatamente in un trauma collettivo capace di generare nel tempo una significativa, duplice, innovazione: la fabbricazione della canzone d’autore come autonomo genere musicale e la consacrazione del cantautore come identità culturale.Marco Santoro insegna Sociologia nell’Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni con il Mulino: “Notai. Storia sociale di una professione in Italia” (1998), “Nuovi media, vecchi media” (a cura di, 2007), “Studiare la cultura. Nuove prospettive sociologiche” (curato con R. Sassatelli, 2009) e “La cultura come capitale” (a cura di, 2009).


fonte: le edizioni del mulino

One thought on “Effetto Tenco

  1. Ho letto questo libro appena è uscito. Santoro è sicuramente uno autore di livello. Sostanzialmente credo sia un libro ben documentato dal lato sociologico sul suicidio (l’autore è un insegnante di sociologia). Subito dopo aver terminato la lettura mi è sorta una domanda: l’autore avrà coinvolto Luigi Tenco –Effetto Tenco- per una sua reale volontà di analizzare scientificamente questo specifico caso o  invece ha utilizzato un nome, abbastanza conosciuto, per suscitare curiosità  attorno alla sua pubblicazione, magari sperando di venderne qualche copia in più?  In realtà credo sia abbastanza difficile comprare un libro  di sociologia sul suicidio; la sua sembra un’operazione quasi accademica e rivolta ad un  pubblico di nicchia (ma  forse se ci metti dentro il "caso Tenco" chissà!). Sono convinto che senza un motivo che lo renda  più attraente al grande pubblico l’argomento è da considerare un  libro ” mattone”.  Leggendo il libro si avverte subito che l’autore ha cercato di documentarsi su Luigi Tenco, come minimo ha  letto i libri di Aldo Fegatelli Colonna e Renzo Parodi. Nonostante questo suo impegno è incorso in diverse  imprecisioni e anche in un  grave errore tecnico. Infatti, a pag. 61, nel capitolo – Morte a Sanremo- Santororiporta: "Ad ucciderlo è stato un colpo di pistola alla tempia sinistra". Caro Santoro, non è così, il colpo è penetrato dalla parte DESTRA! Un’altra citazione superficiale di Santoro, che sicuramente farà imbufalire l’amico Massimo, possiamo trovarla nel capitolo " I significati sociali di un suicidio" a pag. 112. l’autore per trattare la nascita del Club Luigi Tenco Di Venezia, fondato da Ornella Benedetti, scrive: " … un neonato Club Tenco (senza inserire Luigi com’è presente nel titolo del Club), sorto a Venezia a poche settimane dalla tragedia, dedicherà al cantautore suicida, in ricordo" (senza neppure citare Ornella Benedetti la fondatrice). Questo non significa che non sia un libro da leggere . Io l’ho letto ed è pieno di citazioni su esperti di suicidio (in realtà sono più le citazioni che il suo testo), infatti, solo con di riferimenti bibliografici sono state riempite una trentina di pagine. Il mio consiglio è: leggerlo ma non aspettatevi qualcosa di nuovo o di interessante su Luigi Tenco, è sicuramente utile dal lato formativo se si prende con le pinze, com’è giusto fare quando ci sono forti dubbi sulle reali motivazioni della sua genesi. Balans

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