Mondo di uomini

Mondo di uomini

questo è un mondo di uomini

ma non sarebbe niente, niente

se non ci fosse una donna.

Luigi Tenco

 

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La violenza contro le donne: definizioni e liste.


Nella Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, l’espressione “violenza contro le donne” viene così definita:

qualunque atto di violenza sessista che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata. [...]

La violenza contro le donne va intesa come comprensiva di, ma non limitata a, quanto segue:

a. la violenza fisica, sessuale e psicologica che si verifica nella famiglia, in particolare maltrattamenti fisici, abusi sessuali nei confronti delle bambine nel contesto domestico, violenza correlata alla dote, stupro coniugale, mutilazioni dei genitali femminili ed altre pratiche tradizionali che recano danno alle donne, violenza da parte di persona diversa dal coniuge e violenza a fini di sfruttamento;

b. la violenza fisica, sessuale e psicologica che si verifica nella comunità, in particolare stupro, abusi sessuali, molestie sessuali e intimidazioni sul lavoro, negli istituti scolastici e altrove, tratta delle donne e prostituzione forzata;

c. la violenza fisica, sessuale e psicologica commessa o condonata dallo Stato, ovunque avvenga.”

La stessa definizione, e la stessa lista di modalità in cui la violenza si manifesta, veniva riprodotta, nel 1995, nella Piattaforma di Pechino. Negli anni seguenti, però, l’impegno dei movimenti delle donne contro tutte le forme di violenza ha messo in luce altri fenomeni, altrettanto gravi, ma non sempre puniti dalle legislazioni nazionali, nè riconosciuti dalla comunità internazionale in quanto violazioni dei diritti umani. (continua) (fonte: AIDOS Associazione Italiana Donne Per lo Sviluppo)

 

Il fenomeno dello stalking.

Come si può leggere nella Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne le forme di violenza sono tante. Spesso, però, si è portati a pensare solo, o prevalentemente, alla violenza dal punto di vista prettamente “fisico”. In realtà esistono altre forme di violenza meno evidenti ma allo stesso modo motivo di pesanti ripercussioni psicologiche: in particolare, comincia a farsi prepotentemente avanti quella definita “stalking”.

Si tratta di comunicazioni, o tentativi di comunicazione, attraverso chiamate telefoniche, SMS, email. Comunicazioni, ovviamente, indesiderate.”

“Quella dello stalking è una realtà trasversale, che riguarda un numero sempre più elevato di persone. L’ 82% sono donne ma solo il 17% trova il coraggio di denunciarlo”. Massimo Lattanzi è il presidente dell’ Osservatorio nazionale sullo stalking nato quattro anni fa per studiare il fenomeno. E dai dati raccolti in 14 regioni italiane, emerge una dimensione del sommerso impressionante: “Le vittime – spiega Lattanzi – tacciono per paura di peggiorare la situazione, per mancanza di fiducia nella giustizia o, più semplicemente, nel timore di non essere creduti”

In inglese “stalk” significa fare la posta, appostarsi. Le vittime sono per la metà dei casi gli ex partner ma, sempre più spesso, vengono colpiti anche amici, colleghi di lavoro, vicini di casa. Gli esperti sono convinti che il 10% degli omicidi volontari in Italia avrebbe come prologo atti classificabili come stalking.”
( fonte:
Repubblica )

Nonostante ciò, in Italia non esiste una specifica legge in materia di stalking.

Le condotte di stalking sono considerate penalmente rilevanti solo laddove integrino la fattispecie prevista dall’articolo 660 del codice penale intitolato “Molestia o disturbo alle persone”. In ogni caso si tratta di un illecito penale che configura una semplice contravvenzione e non un delitto, ossia di un reato minore.

Sulla base di questa previsione del codice penale: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a lire un milione” Il reato è perseguibile d’ufficio.

Altri mezzi per procedere in ambito giudiziario sono collegati a previsioni non specificamente dirette a punire lo stalking, bensì dirette a colpire altri illeciti, che potrebbero accompagnare tali condotte moleste, quali:

Articolo 575 codice penale: omicidio

Articolo 582 codice penale: lesioni personali

Articolo 594 codice penale: ingiuria.

Articolo 595 codice penale: diffamazione.

Articolo 610 codice penale: violenza privata.

Articolo 612 codice penale: minaccia.

Articolo 614 codice penale: violazione di domicilio.

Articolo 635 codice penale: danneggiamento.

Se l’autore della molestia è un membro della famiglia convivente con la vittima,la legge 154/2001, prevede, quale misura diretta a proteggere la vittima,l’allontanamento del soggetto maltrattante.

 

Nell’ aprile del 2004, è stata presentata una proposta di legge anti-stalking (www.camera.it), con lo scopo di garantire un’adeguata tutela penale alle vittime. Nel disegno di legge viene introdotto il reato di molestia assillante. Fino ad oggi tale proposta non è stata ancora discussa e votata.

 

 

 

Il 25 gennaio 2007, all’interno di un più ampio disegno di legge sulla violenza contro le donne, attualmente all’esame del Parlamento Italiano (Camera dei Deputati, N. 2169; www.camera.it), è stata delineata la nuova fattispecie delittuosa degli “atti persecutori”.

Che sia la volta buona?

 

Sabato 24 novembre 2007

 

Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne

14 thoughts on “Mondo di uomini

  1. La politica ed il diritto sono sempre troppo indietro rispetto all’evoluzione della società… In più i nostri politici, vecchi e perlopiù di sesso maschile, sono incapaci persino di pensare ad una legislazione chiara ed efficace he riguardi le donne.

  2. Bella questa tua iniziativa segnata sempre nel nome di Tenco che tradusse, alla sua maniera, questo brano.

    Mi riporta alla mente anche altre parole, dalla struttura analoga, che Luigi scrisse sugli uomini e che poche persone conoscono.

    CAVALLI.

    Vorrei essere un cavallo.

    Nitrire, correre, scalpitare

    per colline e praterie.

    Pascolare su verdi

    immensi prati

    con margheritine

    e piante d’erica.

    Sentire il profumo acre

    della terra e della libertà.

    Ma poi penso

    che esistono gli uomini

    e gli uomini catturano i cavalli

    e magari li picchiano

    per farli correre

    lavorare, vestire, soffrire

    e morire a modo loro.

    Vorrei essere un cavallo.

    Sarebbe bellissimo

    se non ci fossero gli uomini.

    Peccato !

  3. Ottimo lavoro. Notevole l’informazione sullo stalking, confesso che non sapevo che fosse inutilmente in discussione un Ddl alla Camera dal 2004. E’ indispensabile un riferimento legislativo più attinente all’evoluzione (sic!) delle forme di violenza contro le donne.

    Devo dire che ho accolto favorevolmente anche il ritorno di un “movimento femminile” in piazza; anche se mi chiedo se nella stagione dell’audience, le donne sappiano essere un soggetto politico concreto capace di cambiare la società – e gli uomini – senza cadere nella trappola mediatica di pseudo-provocazioni.

    Che tu sappia sono in programma altre manifestazioni per continuare a mantenere alta l’attenzione su questa dramamtica situazione?

  4. is4morus buonanotte .)

    fronesis82 Purtoppo viviamo ancora in un mondo di uomini…

    faustonet Alcune leggi ci sono, altre sono ancora disegni di legge. E la tegola rimane…

    spartaus Grazie, anche quello sul tuo blog.

    ilmioregno Queste parole mi sono sembrate adatte. Belle anche quelle che citi, non ancora conosciute.

    erika_luna Grazie. Ho pubblicato questo post per mettere in risalto un fenomeno in aumento e troppo spesso sottovalutato.

    jazzfromitaly Condivido anche se la parola amore mi fa pensare che un uomo troppo innamorato potrebbe diventare un molestatore. :)

    Grazie a te per la solidarietà.

    Slasch16 Già, purtroppo.Se ne sentiva la mancanza. :(

    alderaban Non lo sapevo anche io ma mi sono informata bene visto che, come ho scritto sopra, una persona che conosco è rimasta vittima di molestie telefoniche.

    Ho accolto anche io favorevolmente il ritorno in piazza di un nuovo “movimento femminile” anche se qualche episodio di intolleranza e diciamo anche di violenza da parte di alcune partecipanti, non lo condivido affatto.

    é vero, “la decisione di manifestare nasceva con un’impostazione chiara, di netta contrapposizione alla linea seguita dal governo nell’affrontare il tema della violenza di genere”(fonte: http://www.donnatv.it/tv/mooffanka/?tool=blog), ma perchè reagire con la violenza in una manifestazione contro la violenza?

    Per sapere se ci saranno altre manifestazioni prova a guardare nel sito http://www.controviolenzadonne.org/.

    Per avere altre informazioni sulla questione femminile guarda pure i siti che ho raggruppato nella categoria Il posto delle donne.

    Ciao e grazie

  5. Io non credo nella Legge…quando chiedi aiuto, ti chiedono le prove…e le prove mica si possono sempre avere?

    Quando una donna subisce violenza non ci sono testimoni che si offrono…tutti si negano.

    E del resto… ormai ha subito…chi e cosa possono riparare le ferite, il dolore interiore?

    Forse solo l’amore vero…se si ha la fortuna di incontrarlo…

    Però è giusto parlarne, è giusto tenere il problema in primo piano…lottare…

    Ti abbraccio forte forte…

  6. Philosofia Purtroppo credo che tu abbia ragione: chi ha subito una violenza difficilmente riesce ad ottenere giustizia. E le ferite e il dolore interiore restano. Questo è vero. Ma dobbiamo parlarne il più possibile per tenere il problema sempre in primo piano,lottare per un mondo migliore e meno violento per le donne di domani.

    Un abbraccio forte forte anche a te!

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