Trionfo dell’arroganza

 

Trionfo dell’Arroganza


Nel Trionfo dell’Arroganza
il Menzogna impartisce reprimende
perchè remano contro e gli impediscono
di rifare l’Italia
non soltanto ai sodali più riottosi
ma anche e soprattutto agli avversari
dimostrando di credere
che ricevuta la prescritta unzione
uno (uno, s’intende, come lui)
diventa ipso facto padrone
come se si trattasse d’una villa
con annessi fabbricati rurali
sia della cosiddetta maggioranza
che della cosiddetta opposizione.
 

Giovanni Raboni
Ultimi Versi
2004
Garzanti

Vi ricorda qualcuno ?

Per aiutarvi vi dico subito che non è l’autore di “Io sono uno”,tutt’altra cosa…
Ma se volete capire chi è, vi invito a leggere il post di Spartaus intitolato

 

13 thoughts on “Trionfo dell’arroganza

  1. Raboni, da poeta, ha usato l’arma dell’elegante ironia per raccontare l’Anomalia italiana e lo scoramento che si prova nel vedere quanti topolini e quanti umani si lasciano ancora sedurre e incantare allorché il Salumiere Brianzolo dà fiato al suo piffero…

  2. In un paese con un minimo di serietà il sign. B sarebbe già fuori dalla comune da un pezzo,

    purtroppo ce lo ritroviamo sempre al centro dell’attenzione perché le telecamere sono sue.

    Stavolta però ho l’impressione che abbia alzato troppo l’ammontare della posta…che finalmente qualcuno veda i suoi bluff?

  3. Raboni (non a caso derubricato dai servitori del Cassiere a “poetastro”) colpisce duro; il fatto è che quel tizio non ce lo caviamo più di dosso, grazie al suo apparato di marketing -ci concentriamo spesso sulle tv, ma sottovalutiamo il resto dell’Impero, tra carta stampata, radio, pubblicità più o meno subliminale- conosce gusti e teste degli ascari italici e sa come prenderli. E mi chiedo, inutilmente, quali armi di ricatto possieda per placare gli animi (a parole) bellicosi: se è vero, come letto su “Repubblica” che domenica ha parlato in confidenza dei fascisti di An con una frase del tipo “li rimando nelle fogne da cui li ho tirati fuori”, questo tipo ha davvero sette vite come i gatti. Con meno grazia, ma le sue unghie graffiano di più.

  4. copperhead Pensare che Raboni ha scritto questi versi fra il 2002 e il 2004 fa venire ancora di più lo scoramento. Il Salumiere Brianzolo continua a incantare con il suo piffero magico anche se Fini dice “La favola è finita”. Che tristezza!

    Alderaban Penso anche io che il signor B. abbia alzato troppo l’ammontare della posta e per questo motivo i suoi fedeli alleati(ex?) ora iniziano a preoccuparsi seriamente. Non solo UDC e An, ma persino la LEGA non gradisce questa sua sfida anomala.

    Faustonet Speremm…

    nicolaamato … è difficile trovarne un altro simile.:))) Buona giornata anche a te.

    Masso57 Peccato che Raboni non sia più vivo ma le sue parole colpiscono duro ancora. Ogni tanto rileggo i suoi Trionfi, il Trionfo dell’Impudenza, il Trionfo della Volgarità, il Trionfo dell’Ignoranza, Il Trionfo del Malaffare, Il Trionfo immaginabile e mi rendo conto che niente è cambiato da allora.

    Se poi leggo la Canzone dei rischi che si corrono mi viene ancora da pensare che oggi più che mai si addice a quel personaggio. La scrivo qui di seguito:

    Un’ossessione? certo che lo è.

    Come potrebbe non ossessionarci

    la continua reiterazione

    degli stereotipi più osceni,

    l’alluvione di falsità e soprusi,

    la suprema pornografia

    dell’astuzia fatta oggetto di culto,

    della prepotenza fatta valore,

    della spudoratezza fatta icona?

    Andiamo a dormire pensandoci,

    ci svegliamo con questo fiele in bocca

    e c’è chi ha il coraggio di chiederci

    d’esere più pacati e costruttivi,

    d’avere più distacco, più ironia…

    Sia detto,amici, una volta per tutte:

    a correre rischi non è soltanto

    la credibilità della nazione

    o l’incerta, dubitabile essenza

    che chiamiamo democrazia,

    qui in gioco c’è la storia che ci resta,

    il poco che manca da qui alla morte.

    Meglio di così…soprattutto i versi finali.

    Per quanto riguarda la frase detta nei confronti dei fascisti di An direi che si,li rimanda nelle fogne ma ne fa uscire altri…vedi Storace e la Destra. Che angoscia.:(

  5. Arrogante è colui che pone sé stesso al centro dell’attenzione degli altri.

    Uno a cui piace farsi ascoltare anche quando sà offrire solo lacrime (non sempre l’arrogante si mostra spavaldo).

    Di solito l’arrogante non considera il genere umano come una cosa a cui portare rispetto.

    Non valuta proprio la presenza degli altri. Chiuso in un mondo tutto suo finisce con l’essere vittima di sé stesso.

    Al personaggio che “sibillinamente” lasci trapelare fra le righe del tuo commento ho sempre pensato come ad una persona che finirà vittima della propria immagine.

    Una volta questi personaggi finivano nei “manicomi” ed alcuni di loro facevano pure pena. Li ricordo con la mano sul petto disegnati alla “Napoleone”.

    Oggi va di moda pensare che i matti sono fuori ed in questo senso ognuno si fa carico di essere portatore sano di questo germe.

    Forse per debellare una ipotetica malattia che il genere umano non ammette. Ma a me par di conoscere i matti. Li ho visitati in strutture psichiatriche e dunque non posto questo tipo di considerazione a caso.

    Non vanno trattati con delicatezza. Il matto arrogante, che sia spavaldo oppure no, è contagioso. Io, per mia scelta personale, di solito, ne prendo le distanze.

  6. ilmioregno La tua è una descrizione minuziosa e veritiera dell’ individuo arrogante. Interessante. Mi trovi d’accordo sul fatto che la soluzione migliore sia quella di non trattarli con troppa delicatezza. Meglio prendere “la giusta distanza” da chi si rivela arrogante.

    stefanomassa Cosa te lo fa pensare? Ma anche i suoi cortigiani non scherzano. Qualcuno, con la bella chioma bionda, l’hai pure citato in un tuo post dove parli dell’ultima puntata di Ballarò. :)

    Un saluto affettuoso anche a te.

  7. B. non è matto per niente. Facciamo male a sottovalutarlo così. B. è uno che ha fatto i soldi con il governo (quando c’è andato la sua azienda era piene di debiti, ora è uno dei più ricchi della terra). B. Usa il sistema del “divide et impera”: toglie voti ad An, guidata da un signorino che forse da vecchio camminerà con le sue gambe, appoggiando Storace. Ora B. andrà a discutere di legge elettorale con Veltroni, tagliando fuori i suoi vecchi alleati. B. non è matto per niente, forse solo un pò esaltato, come tutti gli eccessi, nel bene e (nel suo caso) nel male…

    :-)

  8. scaramouche Ho paura che tu abbia ragione. Il nostro signor B usa bene il sistema del “divide et impera”.

    :)

    Slasch16 Un attimo? Ma se lo nomini quasi tutti i giorni sul tuo blog?:)))))

  9. Gli amici

    “Da quante bugie ci libera la morte/di un amico!”

    (da Coro)

    Cordiali saluti e ti invito al mio blog, dove troverai una poesia a lui dedicata. “Bisogna scorrere le pagine interne.”

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