Aspettando l’anno nuovo…

In attesa dell’anno nuovo

Melograni, sanguigna di  Gulliveriana/MVC 

L’anno nuovo

 

Indovinami indovino
tu che leggi nel destino
l’anno nuovo come sarà?
Bello brutto o metà e metà?
“Trovo stampato sui miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale ed un ferragosto,
il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno”.


G. Rodari

Mentre aspetto l’anno nuovo,  con questo post colgo l’occasione per  ringraziare tutti coloro che hanno lasciato un commento o un saluto nei post di  Favole e Realtà.

Buon Anno a tutti!

 

Hobby

Hobby

La mia prima collettiva

Pittura e scultura

hobby molto diffusi

ministri e dittatori
nobili signore
ricchi annoiati
uomini di sport
professionisti insoddisfatti
gallerie mondane
critici compiacenti
giornali accoglienti
cocktail di apertura
molta gente
l’arte no.

Bruno Munari (1960)

Dedico questo post al grande John Lennon morto l’8 dicembre 1980.

Trionfo dell’arroganza

 

Trionfo dell’Arroganza


Nel Trionfo dell’Arroganza
il Menzogna impartisce reprimende
perchè remano contro e gli impediscono
di rifare l’Italia
non soltanto ai sodali più riottosi
ma anche e soprattutto agli avversari
dimostrando di credere
che ricevuta la prescritta unzione
uno (uno, s’intende, come lui)
diventa ipso facto padrone
come se si trattasse d’una villa
con annessi fabbricati rurali
sia della cosiddetta maggioranza
che della cosiddetta opposizione.
 

Giovanni Raboni
Ultimi Versi
2004
Garzanti

Vi ricorda qualcuno ?

Per aiutarvi vi dico subito che non è l’autore di “Io sono uno”,tutt’altra cosa…
Ma se volete capire chi è, vi invito a leggere il post di Spartaus intitolato

 

Favole e… realtà…, pensieri in libertà.

Favole e… realtà…, pensieri in libertà.

(Il regno di Luigi, la giungla di Piero)

Tu fatina che non vidi mai tu sei stata regina del regno che un giorno sognai”. Così cantava Luigi, il soldato d’un regno che cercava le streghe per cacciarle a sassate.

Sguardo di  fata, matita di Gulliveriana/MVC

“Sembrava una fata e non lo era e non lo era e non lo era”. Cantava stizzito Piero. Per lui le fate sono diventate streghe, il regno è diventato una giungla. È da anni che combatte in quella foresta. La vera guerra non si fa con le armi,
si fa con il cuore,
per questo sono un eroe”.

Si rammarica Luigi:Oh,se non mi avessero detto mai che le fiabe son storie non vere ora là io sarei”

Sarebbe riuscito a rimanere un soldato d’un regno con la sua fatina che non vide mai? D’un regno che ogni giorno viveva i mille e mille e mille c’era una volta…  avrebbe detto anche lui uffa che noia?

 

Il mio regno

Tu, fatina che non vidi mai
tu sei stata regina del regno
che un giorno sognai.

E tu, mio caro vecchio albero,
tu sei stato il castello di un regno
e neppure lo sai.

D’un regno
con un solo soldato
che cercava le streghe
voleva cacciarle a sassate!

D’un regno
che ogni giorno viveva
i mille e mille e mille
c’era una volta.

Oh, se non m’avessero detto mai
che le fiabe son storie non vere
ora là io sarei.

Luigi Tenco
Il periodo Ricordi (1959-1963)

 

 

Uffa che noia

Uffa che noia la sera che cade,
mi sembra uno squalo tra due margherite.

Uffa che noia, uffa che noia.
Uffa che noia la gente che cerca una casa deserta
quando viene la tempesta.

Uffa che noia, lei venne e mi disse
“io sono la tua” ed io le credetti.
Sembrava una fata
e non lo era e non lo era e non lo era,
uffa che noia.

Uffa che noia, non è ancora finito
questo squallido imbroglio tra la vita e la morte,
uffa che noia, uffa che noia, uffa che noia.
La giungla comincia in famiglia,
sono anni che combatto in quella foresta.
La vera guerra non si fa con le armi,
si fa con il cuore,
per questo sono un eroe.

Ciampi – Marchetti (1975)

 

 

é difficile

é difficile

Rosa gialla appassita, acquerello di Gulliveriana/MVC

“E’ difficile cancellare le tracce profonde che gli avvenimenti lasciano nella nostra anima. Siamo il risultato del nostro passato, siamo la vita stessa che ci e’ cresciuta dentro come il frutto di una pianta, con i colori, i profumi, le imperfezioni che i venti e le piogge hanno impresso sulla sua superficie. Noi siamo il nostro passato e dimenticarlo e’ l’impresa piu’ difficile del mondo. Sta in noi scegliere se diventare uomini nuovi o rimanere vecchi come i nostri anni e i nostri ricordi.”

Romano Battaglia

Il tuo ricordo

IL TUO RICORDO

Il tuo ricordo, matita di Gulliveriana/MVC

Il tuo ricordo
è una strada piena di luce,
una cometa luminosa,
mi segue sempre, ovunque vada,
sempre.

 

Ora che non ci sei più
credo ancora di averti vicina
e torno ogni sera dove tu stringevi la mia mano.
Ed il tuo viso è una sera piena di ombre
ed il ricordo dei tuoi passi
mi segue sempre, ovunque vada,
sempre.

Ora che tu non ci sei più
io desidero silenzi,
infiniti silenzi,
infiniti deserti,
usignoli tutti bianchi
e pensieri sereni
su una strada piena di luce
che non ha mai fine.

(Litaliano – Reverberi)

 

 

Regalità

REGALITA

Caffettiere regali, acquerello di Gulliveriana/MVC


Un bel mattino, presso un popolo dolcissimo, un uomo e una donna superbi gridavano sulla pubblica piazza: «Amici miei, voglio ch’ella sia regina!» e «Io voglio essere regina!». Ella rideva e tremava. Egli parlava agli amici di rivelazione, di prova superata. Cadevano in deliquio l’uno contro l’altra.
In realtà, furono re per un mattino in cui le tappezzerie color carminio si rivelarono sulle case, e per tutto il pomeriggio, in cui avanzarono dal lato dei giardini di palme.

Arthur Rimbaud