Azzurro

Azzurro

Paolo Conte


Sardegna. Arcipelago La Maddalena. Spiaggia dei cavalieri

foto di MVC/Gulliveriana 2005

Cerco l’estate tutto l’anno

e all’improvviso eccola quà…

lei è partita per le spiagge

io sono solo quaggiù in cittá,

sento fischiare sopra i tetti

un aereoplano che se ne va.

Azzurro.

il pomeriggio è troppo azzurro,

e lungo per me,

mi accorgo

di non avere più risorse

senza di te,

e allora

io quasi quasi prendo il treno

e vengo, vengo da te,

ma il treno dei desideri,

nei miei pensieri all’incontrario va…

Il merlo di Alberto Moravia

Il merlo

Qualche giorno fa mentre ascoltavo musica, ho sentito all’improvviso il canto di un merlo. Mi sono immediatamente avvicinata al balcone e con mio stupore ho visto un bel merlo nero sulla punta del tetto della villa di fronte alla mia casa. Ascoltarlo per un po’ era un vero spettacolo. Infatti il suo canto era costituito da un fischio puro e melodioso, abbastanza vario e allegro. Immaginate un tciuc-tciuc forte, chiaro, gorgheggiante e melodioso. E’ così che, mentre lo ascoltavo, mi è venuto in mente un episodio che riguarda l’artista Piero Ciampi “quando si avvale ironicamente di un merlo per rubargli una melodia e correre in sala di incisione”. Per la cronaca, il merlo in questione apparteneva allo scrittore Alberto Moravia, che abitava di fronte a lui in via Margutta; come testimonia una poesia di Piero Ciampi, alla fine lo stesso Moravia strozzò il povero animale. (Fonte: Tutta l’opera a cura di Enrico De Angelis).

Il merlo, foto di MVC/Gulliveriana© 2005

Merlo mi canti qualcosa
tristezza fra noi
sono disteso sul letto
e qualcosa non va
tu merlo cantami una canzone
da portare all’editore
perche’ sono senza una lira
Merlo ripetila ancora
e’ bella lo sai
ripeti lento che vado al piano a suonare
sono contento di non aver dato
alcun seguito a quel peccato
di volerti un giorno mangiare

Io sono felice per questa collaborazione
corro a fissare la sala per un’incisione
beviamo insieme un po’ di champagne
il mio cuore mi dice che va
i problemi finiscono qua

Piero Ciampi 


 

DALLA PACE DEL MARE LONTANO

DALLA PACE DEL MARE LONTANO

 
Stintino: spiaggia La pelosa

Dalla pace del mare lontano

Fino alle verdi e trasparenti onde

Dove il silenzio non ha più richiamo

E tutto si confonde

Dalle lagune grigie e nere

Dal faticare senza riposo

Dalla sete alla fame allo spavento

Al più segreto tormento

Avemmo padri avemmo madri

Fratelli amici e conoscenti

Ed imparammo a dare un nome nuovo

Ai nostri sentimenti

E così un giorno a camminare

Su questa terra sotto a un sole avaro

Per un amore che sembrava dolce e

E si é scoperto amaro

Ma è solo un’eco nel vento

Nel vento che mi risponde

Venga la pace dal mare lontano

Venga il silenzio dalle onde

E in mezzo al mare c’è un punto lontano

Così lontano dalle case e dal porto

Dove la voce delle cose più care

E’ soltanto un ricordo

Ma da quel punto in poi

Non si distingue più

La linea d’ombra confonde

Ricordi e persone nel vento

Avemmo padri avemmo madri

Fratelli amici e conoscenti

Ed imparammo a dara un nome nuovo

Ai nostri sentimenti

E così un giorno a camminare

Sopra la terra sotto al sole avaro

Per un amore che sembrava dolce

E si é scoperto amaro

Ma è solo un’eco nel vento

Nel vento che mi risponde

Venga la pace dal mare lontano

Venga il silenzio dalle onde

Ma è solo un’eco nel vento

Nel vento che mi risponde

Venga la pace dal mare lontano

Venga il silenzio dalle onde.

(Parole di R. Kunstler / Musica di S. Cammariere e R. Kunstler)

 

 

Summer on a solitary beach

Summer on a solitary beach

by mvc

Sardegna: Isola dei Porri

Passammo l’estate

su una spiaggia solitaria

e ci arrivava l’eco di un cinema all’aperto

e sulla sabbia un caldo tropicale

dal mare.

E nel pomeriggio

quando il sole ci nutriva

di tanto in tanto un grido copriva le distanze

e l’aria delle cose diventava

irreale.

Mare mare mare voglio annegare

portami lontano a naufragare

via via via da queste sponde

portami lontano sulle onde.

A wonderful summer

on a solitary beach

against the sea

“le grand hotel Sea-Gull Magique”

mentre lontano un minatore bruno

tornava.

Franco Battiato

Pagine corsare

 Pier Paolo Pasolini

Fonte foto: “Pagine corsare”

“Quando vedo intorno a me i giovani che stanno perdendo gli antichi valori popolari e assorbono i nuovi modelli imposti dal capitalismo rischiando così una forma di disumanità,una forma di atroce afasia, una brutale assenza di capacità critiche, una faziosa passività, ricordo che queste erano appunto le forme tipiche delle SS: e vedo così stendersi sulle nostre città l’ombra orrenda della croce uncinata.Una visione apocalittica, certamente la mia. Ma se accanto a essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi a parlare.”

Pier Paolo Pasolini (1974)

Segnali di vita

Segnali di vita   

Sull’autostrada della Toscana ,fotografia di MVC/Gulliveriana©, gennaio 2005

Il tempo cambia molte cose nella vita: il senso
le amicizie le opinioni; che voglia di cambiare
che c’è in me. Si sente il bisogno di una propria
evoluzione, sganciata dalle regole comuni,
da questa falsa personalità. Segnali di vita nei
cortili e nelle case all’imbrunire, le luci fanno
ricordare le meccaniche celesti; rumori che fanno
sottofondo per le stelle. Lo spazio cosmico si sta
ingrandendo e le galassie si allontanano; ti accorgi
di come vola bassa la mia mente? è colpa dei
pensieri associativi se non riesco a stare adesso
qui. Segnali di vita nei cortili e nelle case all’imbrunire;
le luci fanno ricordare le meccaniche celesti.

Alice