La mia passione per Luigi Tenco nasce nel 1977. Quando lo ascoltai per la prima volta mi colpì subito la sua voce forte e calda. Una voce che raccontava "un mondo di luci", di uomini che "in un giorno solo saltano cent'anni di storia", sentendo all'improvviso di "non saper fare niente" "in un mondo che sa tutto".
Ciao amore, ciao quindi non è secondo me solo una canzone ma un ritratto sociale che per certi versi anticipò alcune visioni di Pasolini. Furono dunque queste le ragioni che mi toccarono nel profondo e per questo decisi di approfondire la sua conoscenza. Il percorso che intrapresi vide come tappe le sue canzoni più conosciute, almeno inizialmente. Canzoni come Mi sono innamorato di te, Un giorno dopo l'altro, Vedrai Vedrai, Lontano lontano. Successivamente iniziai ad ascoltare anche le altre canzoni del repertorio tenchiano, canzoni forse meno note ma non meno importanti come Cara Maestra, Quasi sera. Fra le canzoni che ho conosciuto vorrei citare Giornali femminili. A questo proposito apro una parentesi. Nota anche come Ballata della donna, è una canzone che fa capire chiaramente la modernità del pensiero di Tenco sul mondo femminile. Infatti in questa ballata, composta nel 1964, Luigi dichiara di non volere unire la sua voce, rimanendo fuori dal coro, a quelle che sostengono che il mondo si divida in due categorie, le donne: superficiali, frivole, socialmente disimpegnate, che dimostrano di avere una sola grande aspirazione, "trovare un giorno o l'altro, il proprio grande amore, magari con lo sguardo di quel famoso attore" (sensazione che emerge leggendo le riviste femminili) e gli uomini che hanno un'immagine sociale molto più positiva e impegnata.
Usando l'arma dell'ironia Tenco esclama "scusate se mi scappa da ridere" e rifiuta questo schema concludendo: "forse io questa canzone non la so cantare..." dimostrando di credere in un rapporto paritario fra i sessi, sia nel bene che nel male.
Il Blog
Chiusa questa parentesi, torniamo alla mia storia. Dato che la pittura e la comunicazione sono altri due interessi che ruotano intorno alla mia persona, non è allora un caso che Tenco, la pittura, le donne e la comunicazione dovessero un giorno incontrarsi e trovare una sintesi. Questa sintesi è rappresentata dal mio blog dal titolo "Favole e realtà ". Che cos'è un blog? Un blog è un sito web personale, uno spazio aperto sul mondo dove confrontarsi, comunicare, scoprire e scoprirsi, partendo da dei presupposti comuni, che in questo caso sono le canzoni di Tenco. Così nel dicembre del 2004 ho creato questo sito che è diventato nel tempo un diario di bordo, un taccuino di pensieri, insomma chiamatelo come volete, ma più del nome conta la sostanza, costituita da uno spazio per esprimere, scambiare idee, interagire.
Oggi questo piccolo e virtuale angolo (http://www.notturnosenzaluna.splinder.com - Notturno senza Luna) rappresenta un omaggio a Luigi Tenco. Attraverso il blog ho sviluppato una serie importante di relazioni con altre persone appassionate alla musica e alle tematiche delle canzoni di Tenco. Fra queste persone ho conosciuto anche Ornella Benedetti (con me, nella foto) che, per chi non la conoscesse, è stata la Fondatrice del Club Luigi Tenco di Venezia. Un club nato nel 1967, molto prima del più noto Club Tenco che ogni anno celebra il Premio Tenco a Sanremo.
Il Calendario
Il sito si è così lentamente trasformato in una vera e propria comunità che si confronta costantemente. Tramite il confronto sono poi venute fuori idee concrete come organizzare un dibattito, un concerto, uno spettacolo. La mia idea non poteva che essere legata al disegno. Così ho iniziato a rappresentare liberamente alcune immagini femminili traendo ispirazione tanto dalla musica di Tenco quanto dalla storia, dal costume, dalla società dei suoi anni. Questo lavoro svolto più per passione che per altre ragioni mi ha condotto a progettare un calendario virtuale che mese dopo mese inserivo sul mio blog per sollecitare la discussione su una canzone. In questo modo sono nate queste dodici immagini che sono poi divenute un calendario cartaceo.
Nonostante sia passato tanto tempo da allora, la sua musica e le sue parole sono ancora vive e non solo nei ricordi di chi lo ha conosciuto. Molte canzoni del suo repertorio sono entrate nella memoria musicale collettiva e appartengono un po' a tutti.
Ma questa è la storia di Tenco che molti già conoscono. Accanto ne esiste un'altra. Quella mia. Personale.
Ringrazio il mio amico Renzo Zannardi, estimatore e studioso di Luigi Tenco, per avermi autorizzato ad utilizzare alcune sue citazioni relative ai testi delle canzoni Ciao amore, ciao, Giornali Femminili e Vedrai Vedrai tratte dal suo lavoro "Analisi dell'Artista e alcuni testi", dicembre 1999.