Dicono di lei

L'arte al femminile. L'arte come desiderio di espressione.
Desiderio di dare agli altri quello che non si può dire sempre e solo con la parola.
Maria Vittoria Conconi, giovane donna dolce e sensibile, ricerca nell’acquerello, nella figura femminile quel pathos che nella vita di ogni giorno difficilmente incontriamo.

La Conconi, avvolta e coinvolta in un sentimento di profonda tristezza, reagisce raccontando coi suoi acquerelli quanto di più romantico esiste nella giovane fanciulla innamorata. Amore e solitudine.
Ecco perché la figura di un grande cantautore come Luigi Tenco, riesce a coinvolgerla totalmente dandole quella ispirazione, quella forza necessaria per parlare con un pubblico attento che vuol capire una lingua universale che è quella del cuore, una lingua comune a tutti quelli che vanno oltre l’apparire.

La sua tecnica già chiara e decisa, deve essere ulteriormente affinata in quel percorso di sicura crescita pittorica e creativa che è alla base del suo io artistico e creativo.

Amedeo Chessa, Febbraio 2008


Maria Vittoria Conconi, disegnatrice molto preparata ed accorta, caratterizza i suoi acquerelli con la freschezza del colore e con la limpidezza; ella esprime altresì raffinatezza cromatica e dolcezza, rappresentando opere davvero deliziose.
Le figure, i volti, che sono sequenze di vita, ed i vari temi, appaiono fissati in un loro particolare atteggiamento; e dominati, a volte, da una certa immobilità, tristezza e malinconia.
Le figure che denotano una rassegnazione quasi mistica sembrano condurre a meditazione contemplativa. Nella pittura, squisita, di Maria Vittoria si notano delicatezze ed intonazioni eleganti.
L’Artista crea visioni pittoriche che possono paragonarsi a pensieri e gli effetti di colore, che la sua tecnica le permette di ottenere, sono a guardarli veramente preziosi. Si avverte nei suoi lavori una notevole carica emotiva, che esprime un’insieme di esperienze di vita, di passioni e sofferenze, che determinano una intensa sollecitazione dello spirito.
Maria Vittoria si muove così, in un’atmosfera di passioni e sentimenti, con sincerità e sensualità, donandoci opere che veramente palpitano, per la loro intensità di luce e di colore. I suoi lavori sinceri, onestamente spontanei, ci affascinano per la semplicità d’interpretazione.
Oltre alla buona padronanza delle tecniche, si deve rilevare, nella sua arte sensibilità emotiva e viva immaginazione. Notevoli sono le sue nature morte, lievi, chiare e prestigiose; e le composizioni di fiori, sono ricche e cariche di particolari. Considerevole, inoltre, la sua viva passione per i lavori di indirizzo industriale, di stilismo di moda; tutti, comunque, personalizzati artisticamente.
Molte sue opere sono, poi, motivate, incorniciate ed incoronate, da brevi testi di Luigi Tenco; un cantante di successo, tragicamente scomparso, per il quale la pittrice nutre grande ammirazione.

Giovanni Fiora, Febbraio 2008


Maria Vittoria Conconi è una giovane acquerellista laureata in Scienze Politiche all'Università di Sassari e da sempre innamorata della pittura. Sin da ragazza, Maria Vittoria ha mostrato inclinazione per l'arte in tutte le sue forme. Ha cominciato col teatro e la musica, per passare poi alla letteratura e, quindi, al disegno, privilegiando quello figurativo. All'acquarello è arrivata dopo aver sperimentato altre tecniche come le matite colorate e quelle acquerellabili. Poi, l'interesse per la pittura e il disegno l'ha portata a frequentare un corso di alto livello, sotto la guida del maestro Antonio Debidda, pittore e critico d'arte. Poi, la consapevolezza di avere acquisito esperienza e padronanza tecnica l'ha convinta a sottoporsi al giudizio del pubblico: prima partecipando a una collettiva organizzata per il 45° anniversario della costituzione della Fidapa, poi con la mostra "Tenco, le donne e la musica" al Teatro Litta di Milano, replicata subito dopo nella Biblioteca comunale di Rescaldina.
I giudizi ottenuti l'hanno poi convinta a esporre nella sua città, con una personale che è rimasta aperta dal 21 al 28 marzo 2008.

Tonino Meloni, Marzo 2008