Dicono di lei

Tavolozze Emergenti: Maria Vittoria Conconi

Sinergia è la parola chiave del percorso, accademico prima e artistico poi, di questa pittrice nativa di Sassari che si fa divulgatrice di arte proprio nella sua terra d’origine, la Sardegna. Si laurea in Scienze politiche, cui segue poi la specializzazione in Marketing e Formazione a Distanza e Multimediale che sviluppa nel campo artistico, da sempre la sua maggior sfera di interesse; inizia a studiare disegno che poi sfocia in un Diploma di stilista di moda; consegue un ulteriore Diploma in disegno e pittura che successivamente associa all’altra sua grande passione, la musica, stringendo con essa un rapporto via via più stretto fino a illustrare il libretto del cd In qualche parte del mondo in cui il cantante Paolo Zicconi reinterpreta brani di Luigi Tenco. Altra sua passione il teatro, quello di Gaber soprattutto, personaggio che ama ritrarre così come adora immortalare su tela i protagonisti delle canzoni sue ma anche quelli di Tenco, sottolineando ancor più il suo orientamento all’unione di arti diverse ma non per questo disgiunte tra loro, punto di vista quest’ultimo che rappresenta il modo moderno di far incontrare mondi che in passato raramente si erano incontrati. La sua tecnica figurativa, unica espressione artistica attraverso la quale riesce a liberare la sua creatività, si arricchisce di tocchi di colore quasi geometrici, particolarmente evidenti nei ritratti e in tutto ciò che all’amata musica è legato, che diventano più morbidi e sinuosi quando rappresenta i paesaggi della sua amata isola: in entrambi i casi è evidente la sua impronta neo impressionista, geometrizzata o ammorbidita che sia, e comunque completamente personalizzata grazie alla quale riesce a esprimere al meglio il suo modo di sentire e di rappresentare i soggetti ritratti. Le donne legate alle canzoni di Tenco sono delicate, quasi eteree, intense ma iconiche, immortalate in pose e movenze che molto ricordano quelle degli impressionisti, come se fossero in posa davanti al fotografo, guardando l’obiettivo dritto negli occhi per catturare e catalizzare l’attenzione dell’osservatore sull’emozione che stanno provando nel momento dello scatto. I paesaggi sono rasserenanti, sogni di luoghi magici che potrebbero essere ovunque e in qualunque parte del mondo, pronti a colpire lo sguardo di chi è capace di lasciarsi andare e respirare la propria interiorità.

Emozionare emozionandosi, è questo l’approccio di Maria Vittoria all’arte, quello che la spinge addirittura a lasciarsi ispirare da una canzone per dipingere o a girare con in tasca il taccuino e una matita per essere pronta a imprimere su carta la sensazione che le regala un paesaggio o ciò che passa sotto i suoi occhi nel momento, senza attendere il dopo.

La Conconi ha partecipa a numerose collettive sia in Sardegna che nel resto d’Italia, collettive quasi sempre legate e collegate anche alle altre sue due passioni: il teatro e la musica.

Marta Lock, Luglio 2015 (link)


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Maria Vittoria Conconi è una giovane acquerellista laureata in Scienze Politiche all'Università di Sassari e da sempre innamorata della pittura. Sin da ragazza, Maria Vittoria ha mostrato inclinazione per l'arte in tutte le sue forme. Ha cominciato col teatro e la musica, per passare poi alla letteratura e, quindi, al disegno, privilegiando quello figurativo. All'acquarello è arrivata dopo aver sperimentato altre tecniche come le matite colorate e quelle acquerellabili. Poi, l'interesse per la pittura e il disegno l'ha portata a frequentare un corso di alto livello, sotto la guida del maestro Antonio Debidda, pittore e critico d'arte. Poi, la consapevolezza di avere acquisito esperienza e padronanza tecnica l'ha convinta a sottoporsi al giudizio del pubblico: prima partecipando a una collettiva organizzata per il 45° anniversario della costituzione della Fidapa, poi con la mostra "Tenco, le donne e la musica" al Teatro Litta di Milano, replicata subito dopo nella Biblioteca comunale di Rescaldina.
I giudizi ottenuti l'hanno poi convinta a esporre nella sua città, con una personale che è rimasta aperta dal 21 al 28 marzo 2008.

Tonino Meloni, Marzo 2008

 

L'arte al femminile. L'arte come desiderio di espressione.
Desiderio di dare agli altri quello che non si può dire sempre e solo con la parola.
Maria Vittoria Conconi, giovane donna dolce e sensibile, ricerca nell’acquerello, nella figura femminile quel pathos che nella vita di ogni giorno difficilmente incontriamo.

La Conconi, avvolta e coinvolta in un sentimento di profonda tristezza, reagisce raccontando coi suoi acquerelli quanto di più romantico esiste nella giovane fanciulla innamorata. Amore e solitudine.
Ecco perché la figura di un grande cantautore come Luigi Tenco, riesce a coinvolgerla totalmente dandole quella ispirazione, quella forza necessaria per parlare con un pubblico attento che vuol capire una lingua universale che è quella del cuore, una lingua comune a tutti quelli che vanno oltre l’apparire.

La sua tecnica già chiara e decisa, deve essere ulteriormente affinata in quel percorso di sicura crescita pittorica e creativa che è alla base del suo io artistico e creativo.

Amedeo Chessa, Febbraio 2008

 

Maria Vittoria Conconi, disegnatrice molto preparata ed accorta, caratterizza i suoi acquerelli con la freschezza del colore e con la limpidezza; ella esprime altresì raffinatezza cromatica e dolcezza, rappresentando opere davvero deliziose.
Le figure, i volti, che sono sequenze di vita, ed i vari temi, appaiono fissati in un loro particolare atteggiamento; e dominati, a volte, da una certa immobilità, tristezza e malinconia.
Le figure che denotano una rassegnazione quasi mistica sembrano condurre a meditazione contemplativa. Nella pittura, squisita, di Maria Vittoria si notano delicatezze ed intonazioni eleganti.
L’Artista crea visioni pittoriche che possono paragonarsi a pensieri e gli effetti di colore, che la sua tecnica le permette di ottenere, sono a guardarli veramente preziosi. Si avverte nei suoi lavori una notevole carica emotiva, che esprime un’insieme di esperienze di vita, di passioni e sofferenze, che determinano una intensa sollecitazione dello spirito.
Maria Vittoria si muove così, in un’atmosfera di passioni e sentimenti, con sincerità e sensualità, donandoci opere che veramente palpitano, per la loro intensità di luce e di colore. I suoi lavori sinceri, onestamente spontanei, ci affascinano per la semplicità d’interpretazione.
Oltre alla buona padronanza delle tecniche, si deve rilevare, nella sua arte sensibilità emotiva e viva immaginazione. Notevoli sono le sue nature morte, lievi, chiare e prestigiose; e le composizioni di fiori, sono ricche e cariche di particolari. Considerevole, inoltre, la sua viva passione per i lavori di indirizzo industriale, di stilismo di moda; tutti, comunque, personalizzati artisticamente.
Molte sue opere sono, poi, motivate, incorniciate ed incoronate, da brevi testi di Luigi Tenco; un cantante di successo, tragicamente scomparso, per il quale la pittrice nutre grande ammirazione.

Giovanni Fiora, Febbraio 2008