L'incontro con Luigi Tenco

L'inizio: Ciao amore, ciao

La mia passione per Luigi Tenco nasce nel 1977. Quando lo ascoltai per la prima volta mi colpì subito la sua voce forte e calda. Una voce che raccontava "un mondo di luci", di uomini che "in un giorno solo saltano cent'anni di storia", sentendo all'improvviso di "non saper fare niente" "in un mondo che sa tutto".



Ciao amore, ciao fu così il mio primo incontro con Luigi Tenco. Era un'impressionante fotografia degli anni Sessanta. Anni in cui la società italiana si trovava in un momento di trasformazione che conteneva in sé una crisi per molti versi drammatica. Infatti in quegli anni il sistema economico mutò radicalmente comportando da una parte la trasformazione delle città in metropoli, lo sviluppo industriale e il boom economico, ma dall'altra parte portò allo spopolamento delle campagne e allo smarrimento di una cultura rurale locale con conseguenze sociali ed economiche che oggi conosciamo bene.


Tenco, le Donne e la Musica

Ciao amore, ciao quindi non è secondo me solo una canzone ma un ritratto sociale che per certi versi anticipò alcune visioni di Pasolini. Furono dunque queste le ragioni che mi toccarono nel profondo e per questo decisi di approfondire la sua conoscenza. Il percorso che intrapresi vide come tappe le sue canzoni più conosciute, almeno inizialmente. Canzoni come Mi sono innamorato di te, Un giorno dopo l'altro, Vedrai Vedrai, Lontano lontano. Successivamente iniziai ad ascoltare anche le altre canzoni del repertorio tenchiano, canzoni forse meno note ma non meno importanti come Cara Maestra, Quasi sera.

Fra le canzoni che ho conosciuto vorrei citare Giornali femminili. A questo proposito apro una parentesi. Nota anche come Ballata della donna, è una canzone che fa capire chiaramente la modernità del pensiero di Tenco sul mondo femminile. Infatti in questa ballata, composta nel 1964, Luigi dichiara di non volere unire la sua voce, rimanendo fuori dal coro, a quelle che sostengono che il mondo si divida in due categorie, le donne: superficiali, frivole, socialmente disimpegnate, che dimostrano di avere una sola grande aspirazione, "trovare un giorno o l'altro, il proprio grande amore, magari con lo sguardo di quel famoso attore" (sensazione che emerge leggendo le riviste femminili) e gli uomini che hanno un'immagine sociale molto più positiva e impegnata.



Usando l'arma dell'ironia Tenco esclama "scusate se mi scappa da ridere" e rifiuta questo schema concludendo: "forse io questa canzone non la so cantare..." dimostrando di credere in un rapporto paritario fra i sessi, sia nel bene che nel male.


Il Blog

Chiusa questa parentesi, torniamo alla mia storia. Dato che la pittura e la comunicazione sono altri due interessi che ruotano intorno alla mia persona, non è allora un caso che Tenco, la pittura, le donne e la comunicazione dovessero un giorno incontrarsi e trovare una sintesi.
Questa sintesi è rappresentata dal mio blog dal titolo "Favole e realtà". Che cos'è un blog? Un blog è un sito web personale, uno spazio aperto sul mondo dove confrontarsi, comunicare, scoprire e scoprirsi, partendo da dei presupposti comuni, che in questo caso sono le canzoni di Tenco.
Così nel dicembre del 2004 ho creato questo sito che è diventato nel tempo un diario di bordo, un taccuino di pensieri, insomma chiamatelo come volete, ma più del nome conta la sostanza, costituita da uno spazio per esprimere, scambiare idee, interagire.

Oggi questo piccolo e virtuale angolo (http://www.mariavittoriaconconi.it/blog - Favole e Realtà) rappresenta un omaggio a Luigi Tenco. Attraverso il blog ho sviluppato una serie importante di relazioni con altre persone appassionate alla musica e alle tematiche delle canzoni di Tenco. Fra queste persone ho conosciuto anche Ornella Benedetti (con me, nella foto) che, per chi non la conoscesse, è stata la Fondatrice del Club Luigi Tenco di Venezia. Un club nato nel 1967, molto prima del più noto Club Tenco che ogni anno celebra il Premio Tenco a Sanremo.


Il Calendario

Il sito si è così lentamente trasformato in una vera e propria comunità che si confronta costantemente. Tramite il confronto sono poi venute fuori idee concrete come organizzare un dibattito, un concerto, uno spettacolo. La mia idea non poteva che essere legata al disegno. Così ho iniziato a rappresentare liberamente alcune immagini femminili traendo ispirazione tanto dalla musica di Tenco quanto dalla storia, dal costume, dalla società dei suoi anni. Questo lavoro svolto più per passione che per altre ragioni mi ha condotto a progettare un calendario virtuale che mese dopo mese inserivo sul mio blog per sollecitare la discussione su una canzone. In questo modo sono nate queste dodici immagini che sono poi divenute un calendario cartaceo.

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Dodici immagini diverse tra loro perché in esse vi è rappresentata ora la dolcezza, ora il disincanto o la forza o la timidezza tutte però con un denominatore comune che per me è la poetica di Tenco. Per farvi comprendere meglio questo progetto (che, come detto, da virtuale si è poi trasformato in cartaceo) ecco un filmato di presentazione realizzato per la mostra dei dodici acquerelli presentata a dicembre al Teatro Litta di Milano. È un filmato che rende esplicito il legame tra il suono e l'immagine, che forse svela troppo, ma allo stesso tempo chiarisce tutto.
Nel filmato si possono ascoltare in parte le seguenti canzoni:

  1. Quando
  2. Mi sono innamorato di te
  3. Una brava ragazza
  4. Angela
  5. Un'ultima carezza
  6. In qualche parte del mondo
  7. Il mio regno
  8. Quasi sera
  9. Ti ricorderai
  10. Ho capito che ti amo
  11. Io sì
  12. Se sapessi come fai

Il filmato si concluderà con Vedrai Vedrai che è la tredicesima canzone che ho voluto rappresentare e che segna l'inizio del nuovo progetto su Tenco, l'impegno sociale e la musica ma che è importante evidenziare anche oggi perché la canzone è dedicata a una donna in particolare, la madre. La canzone, un capolavoro sia come testo, sia come composizione musicale e sia come interpretazione vocale, sembra scritta sotto forma di "preghiera". Infatti Luigi Tenco chiede alla madre più tempo per potersi realizzare. Vedrai Vedrai parla dunque della paura presente nei giovani di fallire nella vita quotidiana e del conseguente timore di deludere la famiglia, ma dimostra anche un certo ottimismo sostenendo che "Non so dirti come e quando, ma vedrai che cambierà".



Vorrei chiarire che attraverso queste immagini ho voluto raccontare una mia visione personale della sua musica e proporla a tutti. Il fatto poi che questa proposta trovi la forma di un calendario ha un valore direi quasi incidentale perché quello che conta è che dalla musica filtrata attraverso il testo si giunga ad un'immagine. Se vogliamo la scelta del calendario ha più che altro il senso di dare un'unità a dodici visioni diverse ed allo stesso tempo consentire la massima fruibilità delle stesse al pubblico.


Conclusioni

Ma tornando a Tenco, 41 anni ci separano da quella tragica notte in cui perse la vita anche se io preferisco ricordarlo quest'anno perché ricorre il 70° anniversario dalla sua nascita.

Nonostante sia passato tanto tempo da allora, la sua musica e le sue parole sono ancora vive e non solo nei ricordi di chi lo ha conosciuto. Molte canzoni del suo repertorio sono entrate nella memoria musicale collettiva e appartengono un po' a tutti.

Forse perché brani come Mi sono innamorato di te, Vedrai vedrai, Lontano lontano, Un giorno dopo l'altro sono ancora capaci di conquistare all'istante chi li ascolta grazie alla loro chiara sincerità e semplicità, solo apparente.

In altre parole, credo che il mondo poetico e musicale di Luigi Tenco sia oggi più che mai attuale, perché è costruito intorno a tematiche profonde ed universali come l'amore, la nostalgia, la rabbia e mostra la convivenza di naturali contraddizioni o le comprensibili amarezze di un uomo che guardava il mondo con occhi speciali.

Ma questa è la storia di Tenco che molti già conoscono. Accanto ne esiste un'altra. Quella mia. Personale.

Ringrazio il mio amico Renzo Zannardi, estimatore e studioso di Luigi Tenco, per avermi autorizzato ad utilizzare alcune sue citazioni relative ai testi delle canzoni Ciao amore, ciao, Giornali Femminili e Vedrai Vedrai tratte dal suo lavoro "Analisi dell'Artista e alcuni testi", dicembre 1999.