Le rose…

Le rose…

Disegno di Gulliveriana. Tre rose rosse, acquerello 

Sfoglio le rose

Sfoglio le rose
che m’hanno veduta piangere e sorriderti
e poi ardere bianca,
e metto fra i petali le mie dita
come fra le tue mani,
petali dolci e freschi
che ora lancerò nell’aria
cantando sommessa, o amato, perchè tu non ti volga…

Sibilla Aleramo

In un momento

In un momento

Sono sfiorite le rose

I petali caduti

Perché io non potevo dimenticare le rose

Le cercavamo insieme

Abbiamo trovato delle rose

Erano le sue rose erano le mie rose

Questo viaggio chiamavamo amore

Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose

Che brillavano un momento al sole del mattino

Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi

Le rose che non erano le nostre rose

Le mie rose le sue rose

P.S. E così dimenticammo le rose.

(per Sibilla Aleramo)

Dino Campana

Rosa purpurea

Rosa purpurea

Disegno di Gulliveriana. Rosa purpurea, acquerello

Silenzio, tepore…

C’è silenzio, e tepore,
in questa romita stanza ov’io attendo,
e una
purpurea rosa,
già stanca, sul ciglio di languire,
anch’essa ansiosa del tuo bruno sguardo,
così tenera è l’ora
ch’io mi trasmuto in taciturna grazia,
mite rosa,
tepore sulle tue palpebre, carezza d’ombra.

Sibilla Aleramo
(Frammenti)

In un momento, Dino Campana

In un momento

 

Disegno di Gulliveriana. Le rose, acquarello.

Sono sfiorite le rose

I petali caduti

Perché io non potevo dimenticare le rose

Le cercavamo insieme

Abbiamo trovato delle rose

Erano le sue rose erano le mie rose

Questo viaggio chiamavamo amore

Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose

Che brillavano un momento al sole del mattino

Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi

Le rose che non erano le nostre rose

Le mie rose le sue rose.

Dino Campana a Sibilla Aleramo, 1917

 

Il compleanno

Il giorno del mio compleanno

Trottole e teiera rossa. Disegno con matite colorate di gulliveriana.

Tempo, che irridi al numero!

Tempo, che irridi al numero!
Riso smagliante
degli innumerevoli attimi
che il cuore ritmò!
Poemi che non scrissi
ma vissi.
Fremiti che lasciai innotati,
ed oggi, son dieci son vent’anni,
è immisurata teoria di tempo,
tornano ad illuminare di sè rapidi
una pagina una riga un accento
dell’unico mio volume!
Inattesi,
come inattesi allora si crearono,
tornano i motivi
che parvero isolare la vita,
s’inseriscono lievi,
eran destino,
eran sangue,
tornano ritmico vero,
musicali baleni…

Sibilla Aleramo
(Poesie 1921-1927)

Ritratto in rosso


Ritratto in rosso

 

Vermiglia lana l’avvolge,

n’esce più rorido l’affilato viso

e sull’alta fronte

splende tra il biondo

più fiera la ciocca alata d’argento.

Si guarda l’ardente donna

nel lungo specchio a pié de’ cuscini

dov’ella comprime

la carne dei seni e il grembo desioso.

E rorida anche una spalla

si denuda dolce

fuor della sanguigna lana.

Uomo lontano, la senti?

Paglie solari ha negli occhi.

Te chiama, te vede,

dallo sguardo come il suo, dardo di luce,

a te si tende, vermiglia,

mentre l’estate veste di greve rosso il meriggio,

fuori, nello spazio vasto che vi divide.

Sibilla Aleramo (tratto da Momenti 1912 – 1920)

Ricchezza

In lento nodo

la massa dei capelli stasera 

mi fa morbida la nuca.

Lentezza e ricchezza
dei miei pensieri,
stasera.
Cuor dolce d’una rosa,
bruna,
che non sfoglio.
Ho dato un’ora
d’attento cuore,
c’è un altro ancora,
ch’io potrei cantare,
immagini che lo sguardo penetra
brune profonde,
e non sfoglio.
Crepitava arsa
l’anima di stasera.
Ma la rosa è molle,
lenti i capelli,
tanti,
su la mia nuca dolce.
Ricco e lento
il nodo del  mio silenzio
nella notte in cammino.

Sibilla Aleramo
Momenti ( 1912-1920)

Da: Tutte le poesie Oscar Mondadori