Quello che conta

Quello che conta
( Salce-Morricone)

Cala Mariolu, olio su tela
10 x 15 cm di MVC/Gulliveriana©, 2009

Ormai siamo soli
nel mezzo del mondo
qualcosa divide
la gente da noi
ma quello che conta
è non essere soli
quello che conta è che tu sei con me

adesso che il fumo
cancella l’estate
e il grigio ritorna
scendendo su noi
la lunga vacanza
si chiude per sempre
pure qualcosa di noi resterà

no, non parlare più
guarda la strada e va
io sono qui con te
tu sei con me

adesso che il fumo
cancella l’estate
e il grigio ritorna
scendendo su noi
la lunga vacanza
si chiude per sempre
pure qualcosa di noi resterà
resterà

Musica di Ennio Morricone, Testo di Luciano Salce
Canta Luigi Tenco
periodo Ricordi

Dal film “La cuccagna” di Luciano Salce del 1962, dove Luigi Tenco recita.

La ballata dell’eroe

La ballata dell’eroe

in ricordo di  Luigi e Fabrizio

Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vendere cara la pelle.

E quando gli dissero di andare avanti
troppo lontano si spinse a cercare la verità
ora che è morto la patria si gloria
d’un altro eroe alla memoria.

Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d’un soldato vivo, d’un eroe morto che ne farà
se accanto nel letto le è rimasta la gloria
d’una medaglia alla memoria.

fabrizio de andrè

 


“Quando Salce girava La cuccagna e io dovevo cantare una canzone, avrei potuto cantare una delle mie. Ma il mio amico Fabrizio, un giovane cantautore genovese molto bravo, ne aveva scritta una splendida; ed io cantai quella, dopo aver a lungo discusso con il regista e i produttori.” Luigi Tenco 

1964 da un comunicato della Saar ( fonte: il mio posto nel mondo, a cura di enrico de angelis, enrico deregibus e sergio secondiano sacchi)

Luigi Tenco e Donatella Turri
dal film “La cuccagna” di Luciano Salce, 1962

Uno dei primi a credere in Fabrizio De Andrè fu Luigi Tenco. Portò, infatti, la sua canzone La ballata dell’eroe” nel film La cuccagna di Luciano Salce, nel 1962. Fabrizio gli fu riconoscente e gli dedicò dopo la sua morte una delle più belle canzoni dal titolo “Preghiera in gennaio”.

Ma, io mi chiedo, perchè nei siti dedicati a De Andrè non si parla del gesto generoso di Luigi nei confronti di Fabrizio?

Luigi Tenco in Sardegna?

“Un giorno a Capo Boi”

Luigi Tenco in Sardegna?

“Luigi Tenco a Capo Boi” acquerello di MVC/Gulliveriana© , agosto 2008



Un luogo tenchiano sicuramente poco conosciuto è Capo Boi, in Sardegna.

Pare infatti che nel settembre del 1964,

 Luigi Tenco

 apparve nei teleschermi in un filmato intitolato

 ” Un giorno a Capo Boi”

e cantò

” Ho capito che ti amo”…

( fonte notizia: http://luigi-tenco.tripod.com/tv.htm)

Sarà vero?

Attendo notizie da chi è più informato di me

Per ascoltarla clicca qui

per gentile concessione di Massimo

oppure guarda questo video  ( inserito sulla rete da valeria_sonidoazul

  

BALLATA DELLA VITA SOCIALE

BALLATA DELLA VITA SOCIALE

 O

BALLATA DEL PROGRESSO 

 di Luigi Tenco

Luigi Tenco e Donatella Turri in una scena del film

La cuccagnadi Luciano Salce (1962)

***

Se lei sapesse cos’è la vita sociale

non mi starebbe a seccare

perché io la faccia passare.

Se lei sapesse essere un uomo civile

aspetterebbe il suo turno

come fa tutta l’altra gente.

Senta, ma lei non sa chi sono io:

sono il commendator tale,

parente del ministro tale.

Mi spiace, ma questo non importa niente,

lo dica pure al suo parente,

io non mi lascio influenzare.

Lo vuol capire? questa è la vita sociale:

commendatori o cavalieri,

per noi la gente è tutta uguale.

Impari un poco a essere un uomo civile,

a essere un poco più gentile

con chi fa il proprio dovere.

Senta, la prego, mi faccia passare,

se in mezz’ora non ho fatto

io sono un uomo rovinato.

Spiacente, ma non ci posso fare niente,

prima di lei c’è altra gente

che ha diritto di passare.

La vuol capire? questa è la vita sociale:

se mi lasciassi impietosire

tutti verrebbero a pregare.

In fondo poi un vero uomo civile

anche se ha i problemi suoi

deve sapersi controllare.

Ma senta, un’ultima cosa vorrei dire…

Ho giusto diecimila lire….

di cui non so proprio che fare.

Va bene…visto che lei insiste tanto

daremo ascolto al sentimento,

va bene, passi pure avanti.

Ma si ricordi, e almeno sia riconoscente,

che al posto mio tanta altra gente

ne avrebbe chiesto ventimila.

per ascoltarla clicca qui

per gentile concessione di Massimo

 

Alla luce dei fatti attuali è triste constatare come la cultura italiana non sia affatto cambiata rispetto a quando  Luigi Tenco scrisse questa Ballata. Infatti, la maggior parte degli italiani pensa che, per andare avanti è preferibile  essere furbi piuttosto che rispettare la legge…ma

“Parlagli del divorzio, della mafia e di altre faccende che scottano, e allora vedrai che la gente si arrabbia e ti dà addosso…”( così pensava Luigi Tenco prima del 1968)