Ottobre 2006

Ottobre

 

Il calendario di Gulliveriana

 

Sospiro

La mia anima sale, o placida sorella,
Al cielo errante della tua angelica pupilla
E alla tua fronte, dove, giuncato di rossore,
Sogna un autunno, come nell’antico pallore
D’un parco un getto d’acqua sospira su all’Azzurro!
- Verso il tenero Azzurro d’Ottobre mite e puro
Che guarda in grandi vasche la sua malinconia
E lascia, su acque morte, dove, fulva agonia
Le foglie errano al vento tracciando un freddo viaggio,
Il sole trascinarsi giallo col lungo raggio.


Mallarmé

Agosto 2006

Agosto

 

Il calendario di Gulliveriana

Tanti anni e tanti

E’ Agosto, è meriggio, alti prati intorno,
io compio tanti anni e tanti, e da lungi
ecco tu mi scrivi con la cara mano, scrivi
che troppo io son giovine e zingara e inquieta,
tu mio bene segreto, tu che mio non sei,
tu alto sovra quanto amai, alto amore,
e da lungi il tuo sorriso di carità dolce
vita e morte ugualmente m’illumina,
colme e preziose di pianto e gloria.

Sibilla Aleramo
(Poesie 1921 – 1927)

 

Maggio 2006

Maggio

Il calendario di Gulliveriana

Dall’alba all’aurora

Il mondo smaglia come un fiore immenso
gonfio d’olezzi.
Contro i suoi stami,
trepida (è Maggio) la notte s’appende,
grande falena dall’ali d’azzurro.
Nulla si muove.
Brillano solo le antenne d’argento.
L’ali, sbiancando, la recano in alto,
ove alla fiamma del sole che nasce
l’ebra falena
ribeve la morte.

Rainer Maria Rilke

Aprile 2006

Aprile

Il calendario di Gulliveriana

Distesa e gialla la luce serale,
dolce fresco d’aprile.
Hai tardato molti anni,
pure io ti accolgo felice.

Siedi qui, più vicino ,
guarda con occhi allegri:
ecco il quaderno azzurro
coi miei versi di bimba.

Perdona se vissi in pena,
e se poco ho gioito del sole.
Perdona, perdona quei troppi
scambiati per te.

Anna Achmatova

1915

Marzo 2006

Marzo

Il calendario di Gulliveriana

Fontana di luce

Nel marzo ebro di sole il grande arbusto
in mezzo al prato si coprì di gialli
fioretti: le novelle accese rame
salenti e ricadenti con superba
veemenza di getto dànno raggi
e barbagli a mirarle; e tu quasi odi
scroscio di fonte uscir da loro; e tutta
la Primavera da quell’aurea polla
ti si versa cantando entro le vene.

Ada Negri