E SE CI DIRANNO

E SE CI DIRANNO

 

Disegni di MVC/Gulliveriana©  

E se ci diranno

che per rifare il mondo

c’è un mucchio di gente

da mandare a fondo,

noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare

per poi dire troppo tardi che è stato un errore,

noi risponderemo

noi risponderemo

no, no, no …

E se ci diranno

che nel mondo la gente

o la pensa in un modo

o non vale niente,

noi che non abbiamo ancor finito di contare

quelli che il fanatismo ha fatto eliminare,

noi risponderemo

noi risponderemo

no, no, no …

E se ci diranno

che è un gran traditore

chi difende la gente

di un altro colore,

noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara

fare cose di cui ci dovremmo vergognare,

noi risponderemo

noi risponderemo

no, no, no …

E se ci diranno

che è un destino della Terra

selezionare i migliori

attraverso la guerra,

noi che ormai sappiamo bene che i più forti

sono sempre stati i primi a finir morti,

noi risponderemo

noi risponderemo

no, no, no ….

Luigi Tenco

Per ascoltarla clicca qui

per gentile concessione di Massimo



Ornella e il Club Luigi Tenco

Ornella Benedetti

e il Club Luigi Tenco di Venezia

Ad un mese di distanza dalla scomparsa di Ornella, ho trovato in un mio post  dedicato a lei un commento da parte di Cristina Romieri e altri amici del Club Luigi Tenco di Venezia che condivido e ho piacere di pubblicare qui di seguito:

Desideriamo ricordare, ad un mese dalla scomparsa, Ornella Benedetti. Aveva creato, dedicando gran parte della sua vita, al Lido di Venezia dove abitava, il primo Club intitolato a Luigi Tenco, poco dopo la sua tragica morte avvenuta ormai più di quarant’anni fa. Una morte che in molti si erano premurati a ridicolizzare e a banalizzare, ma che aveva fatto scrivere a Salvatore Quasimodo: “ha voluto colpire a sangue il sonno mentale dell’italiano medio … la sua ribellione ha ancora una volta urtato contro il muro dell’ottusità”.
Ornella, come molti altri, era stata toccata profondamente da quella tragedia. Sentiva (ancora di più dopo aver approfondito la conoscenza dell’impegno artistico e civile di Tenco) che si doveva far qualcosa “perché il nostro seppur rispettoso silenzio verrebbe fatalmente scambiato per indifferenza”, non lasciare che quella morte scivolasse nell’oblio del tempo, come in tanti avrebbero voluto e come stava accadendo, così come avevano fatto con quel corpo portato via in tutta fretta perché lo spettacolo doveva continuare (significativo poi che al funerale abbia partecipato tanta gente ma nessun cantante, se non Fabrizio De Andrè). Scrive alla madre di Luigi con cui manterrà un bella amicizia (così con gli altri familiari e con Dalida) per metterla a conoscenza del progetto di istituire il Club, senza mitizzazioni e senza fanatismi, che potevano a quel tempo risultare facili. Si legge nella tessera: “Lo scopo è di mantenerne vivo il ricordo esaltando nel mondo della canzone quegli ideali di poesia, onestà e dignità umana a cui Luigi ha voluto esser sempre fedele illuminando la sua breve vita, che se noi vogliano non sarà stata spesa inutilmente.”.
Su quel Club (a cui negli anni successivi seguirà quello di Sanremo) riesce a convogliare molte persone da varie parti d’Italia e non solo, soprattutto giovani, con la loro rabbia, i loro sogni, la loro creatività. Ornella diventa il loro (nostro) punto di riferimento. Nasce una vera e propria rete di contatti, di amicizie, attraverso tantissime lettere scritte perlopiù a mano (non esisteva ancora internet né gli sms). E’ anche difficile crederlo ora che le sue canzoni, di una straordinaria modernità, vengono continuamente riscoperte e reinterpretate anche attraverso spettacoli teatrali e ci sono siti e blog a lui dedicati, ma a quel tempo Luigi Tenco era una sorta di tabù, con i suoi testi di reale protesta (e anche l’amore era cantato in maniera mai banale e a volte “peccaminosa”) e con quel suo gesto di ribellione estrema fatto in quella specie di carrozzone nazional-popolare che era (ed in gran parte lo è ancora) il festival di Sanremo. Soprattutto la RAI, che già anni prima lo aveva censurato, tentava di rimuovere la sua memoria e le sue canzoni. Una delle prime cose che il Club fece era sollecitare attraverso una marea di richieste i conduttori a trasmettere le sue opere, ringraziandoli e sostenendoli -se ciò avveniva- con un’altra marea di lettere. Giusto un anno dopo quel tragico 27 gennaio ’67 esce a cura del Club “In ricordo di Luigi Tenco”, che raccoglie soprattutto molte poesie scritte spontaneamente in sua memoria. A cui sono seguite sei pagine intitolate Caleidoscopio, sempre a cura del Club, pubblicate periodicamente all’interno di un giornale locale dell’epoca a partire dal giugno ’68, poi fatte chiudere per evidenti motivi di disturbo. E a quel periodo strettamente legate. E poi gli otto numeri unici realizzati nel periodo che va dal gennaio1969 al marzo 1974, ora ristampati perchè a nostro avviso sono una testimonianza preziosa e ancora vitale di quegli anni (molti di quei problemi sono purtroppo ancora attuali) e che di quegli anni conservano la stessa freschezza, forse anche la stessa ingenuità e magari contraddizione, ma in cui si avverte un profondo impegno morale, di ricerca di giustizia, di pace. E di sincera amicizia (“io vorrei essere là nella mia verde isola, ad inventare un mondo fatto di soli amici …”, diventata una sorta di motto del Club). Tra le altre, due iniziative di particolare rilievo realizzate in quegli anni: la costruzione di abitazioni per i lebbrosi nel Ciad dedicate a Luigi in collaborazione col Gruppo giovanile Terzo Mondo di Genova e l’assegnazione del Premio allo studio a Vincenzo Rizzitiello, che ha consentito di stampare il libro “Un maestro in Lucania” sulla propria esperienza in una povera pluriclasse della Basilicata.
Nel 2000 Ornella ha voluto scrivere un volumetto, “A tutti quei giovani che nel ’67 … – Piccola storia del Club Luigi Tenco di Venezia.”, che racconta la storia appunto del Club e le sue riflessioni: con un accenno particolare a don Lorenzo Milani, il prete scomodo scomparso anche lui in quel 1967, vissuto nel Mugello, la terra a lei tanto cara dove andava, quando possibile, con la famiglia. In questi ultimi anni il Club ha organizzato alcuni concerti, che hanno riscosso notevole successo: l’ultimo, “Omaggio a Luigi Tenco” nei settant’anni della sua nascita, tenutosi sia a Mestre al Centro Candiani che, il 28 settembre, a Venezia nella prestigiosa sede di Palazzo Ducale per le Giornate Europee del Patrimonio 2008. A questo appuntamento Ornella purtroppo non è venuta: ci ha lasciato, un po’ improvvisamente, proprio pochi giorni prima.
Anche se rimarrà nei nostri cuori e rimarrà ciò che ha fatto, ci mancherà molto questa donna dalla forte personalità che non ha mai scelto di apparire e che ha ricevuto anche delusioni ma che, vincendo quella “battaglia contro il tempo” (sua definizione), ha iniziato per prima e continuato fino all’ultimo a tenere in vita la memoria di un “poeta che troppo pochi hanno capito” (come ha scritto Fabrizio De Andrè in un biglietto a lei indirizzato). Ci mancherà la sua straordinaria passione rimasta intatta nonostante gli anni. Ci mancherà il suo spirito libero e un po’ ribelle, come quello di quel ragazzo che credeva fortemente in ciò che cantava, che amava la coerenza e non i compromessi, un ragazzo che Ornella è riuscita a non far dimenticare.

Venezia, 20 ottobre 2008

Cristina Romieri e altri amici del Club Luigi Tenco di Venezia

 

Venezia, Omaggio a Luigi Tenco

Venezia, Omaggio a Luigi Tenco

Concerto in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Venezia-Centro Culturale Candiani.

Il 28 settembre, a Venezia, io e gli amici di Binario Ventuno abbiamo avuto l’onore e il piacere di assistere ad un omaggio a Luigi Tenco davvero speciale: un concerto a Palazzo ducale, a numero chiuso, promosso dalla Sopraintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna.

L’evento è stato presentato dalla Sopraintendente la quale ha spiegato che per la prima volta una Sopraintendenza promuoveva l’arte di Luigi Tenco. Ha proseguito poi Cristina Romieri che ha presentato l’artista e ha ricordato i grandi meriti di Ornella Benedetti che, subito dopo la morte dell’artista 1967, fondò il Club Luigi Tenco di Venezia.

Al concerto erano presenti numerose persone fra cui i familiari e gli amici di Ornella. A tutti i presenti il Club Luigi Tenco ha regalato una bella pubblicazione, la raccolta dei “NUMERO UNICO” prodotti dal Club dal gennaio 1968 al marzo 1974.

Poi è iniziato il concerto delle sue canzoni, più o meno conosciute, come ad esempio Padroni della Terra e Quasi sera, interpretate da Grazia De Marchi

e Roberto Nardin, accompagnati al pianoforte da Giannanantonio Mutto.

Infine sono state proiettate alcune scene significative  del film “La cuccagna“con il logo Binario Ventuno.  

Nei video che seguono potete ascoltare Roberto Nardin che canta “Padroni della terra” una significativa canzone contro la guerra e la fame, ispirata da “Le Deserteur” di Boris Vian (riguardo questa canzone antimilitarista vi invito a leggere un mio vecchio post sulle canzoni contro la guerra, cliccate sulla parola post) e Grazia De Marchi che interpreta “Li vidi tornare” .

 

Ad Ornella Benedetti

Ad Ornella Benedetti

 la Mamma di tutti i tenchiani

Venezia, tempera di  MVC/Gulliveriana© , 2007

Ma io vi prevengo che vivo
per l’ultima volta.
Nè come rondine, nè come acero,
nè come acqua sorgiva,
nè come suono di campane
turberò la gente,
e non visiterò i sogni altrui
con un gemito insaziato.

Anna Achamatova
(da La corsa del tempo, liriche e poemi a cura di Michel Colucci)

  Il 20 settembre 2008 è andata via Ornella Benedetti fondatrice nel 1967 del  Club Luigi Tenco di Venezia.  Ornella  rappresentò un riferimento importante per tutti i giovani appassionati di Luigi Tenco.

Ciao Ornella, Ciao

Sei andata via in silenzio,

senza tanti clamori,

ma noi ti ricorderemo sempre

come la mamma di tutti i tenchiani.

( quelli di B-Ventuno)

 

 

 

 

 


 

La mia valle

La mia valle“…quella di Luigi Tenco

per ascoltarla clicca sul titolo

un viaggio nell’ Isola in collina

Se un giorno tu
verrai via con me
amore mio
andremo insieme a vivere là
nella mia valle
dove ho imparato ad amare il sole
perché fa crescere l’erba nei prati
dove ho imparato ad amare la pioggia
perché fa crescere l’acqua nei pozzi.

fotocronaca di  luoghi  e contenuti tenchiani

visti dagli amici di B-ventuno

19 luglio 2008

ore 11.30 Io, Balans, Fausto, Bruno e Rino arriviamo a Cassine, luogo di nascita di Luigi Tenco e ci avviciniamo al portone della vecchia casa ora ristrutturata

 

 

 

Quella che vedete nella foto qui sopra è il retro della casa nativa di Luigi Tenco, questo edificio fu completamente ristrutturato nel 2007. Nel 1938 questa casa era anche la sede dell’azienda vinicola del Commendator Giovanni Zoccola, zio materno di Luigi. Dalle ricerche di Balans risulta che la casa fu venduta dagli Zoccola dopo la crisi dell’imbottigliamento.

A poca distanza dal cortiletto aperto, che compare nella foto, è sorto un minimarket dove Balans tempo fa ha  incontrato  un parente di Luigi che gli  ha confermato che questa è proprio la casa dove il 21-03-1938 nacque Luigi Domenico Tenco, uno dei massimi esponenti della cultura italiana del secolo scorso.


Cassine
passeggiando lungo la via dove nacque Luigi Tenco

Se un giorno tu
verrai via con me
amore mio
andremo insieme a vivere là
nella mia valle
dove la gente lavora i campi
dalla mattina sino alla sera
senza problemi per il vestire
e con la barba sempre da fare.

 ore 12. Il viaggio prosegue poi per  Maranzana

il luogo dove è sepolto Valentino Tenco, fratello maggiore di Luigi. Casualmente incontriamo, quasi per magia, la cugina di Luigi la quale è contenta di parlare con noi di lui. Al termine della conversazione le regalo un calendario dedicato a Luigi con la promessa di rivederci quanto prima.

Il cortile dove viveva la famiglia Tenco

 Subito dopo andiamo a  pranzo a Cassine

presso il ristorante Passeggeri in corso Marconi 14

io, Balans e Fausto  decidiamo di indossare le magliette con i miei disegni dedicati a Luigi…

ore 15.30. Dopo pranzo ci dirigiamo verso

  Ricaldone

per lasciare un saluto a Luigi

Se un giorno tu
verrai via con me
amore mio
andremo insieme a vivere là
nella mia valle
e se quel giorno tu non verrai
io dovrò piangere ma andrò da solo
perché se un giorno dovrò morire
voglio morire nella mia valle.

( Più tardi anche Massimo lascerà la sua firma sui nostri fogli)

Subito dopo facciamo visita al Museo documentale su Luigi Tenco

 

dove viene proiettato il film “La cuccagna”
( il film in versione integrale è stato portato da Massimo e dal forum B21)

Ore 18, ci rechiamo al Centro documentale Luigi Tenco – sala convegni  dove assistiamo alla
Presentazione della FIOFA (Federazione italiana organizzatori festival d’autore). Con Enrica Corsi, Gaetano D’Aponte, Mauro Gagino, Anna Graziani, Francesco Paracchini.


“Tenconte. Luigi Tenco e Paolo Conte, due piemontesi nella canzone d’autore”. Con Avion Travel, Enrico de Angelis, Rosa Di Brigida, Gioachino Lanotte. Presentazioni di “Danson metropoli – Canzoni di Paolo Conte”, cd degli Avion Travel e di “Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti”, volume del Club Tenco a cura di Enrico de Angelis, Enrico Deregibus, Sergio Secondiano Sacchi (BUR). Proiezione del video-arte di Rosa Di Brigida: “La risata di Tenco” .

(Per chi volesse ascoltare l’audio della presentazione  può farlo collegandosi qui 

cliccare col tasto destro -> salva oggetto con nome



La mia valle from ilmioregno on Vimeo.

Gioacchino Lanotte canta La mia valle

Ore 21, Piazzale della Cantina sociale
Ettore Giuradei
L’Aura
Avion Travel

Due momenti del concerto. In alto gli Avion Travel.

Nel video L’Aura canta ” Angela” di Luigi Tenco


20 luglio verso Venezia

Il nostro viaggio prosegue per Venezia, sede del primo Club Luigi Tenco

 

Prendiamo il battello  e arriviamo a Piazza San Marco

Dopo un rapido giro prendiamo il battello per il Lido di Venezia

e finalmente arriviamo alla sede del Club Luigi Tenco di Venezia

Il Club Luigi Tenco di Venezia fu fondato nel 1967 da Ornella Benedetti,  per noi la “madre” di tutti i tenchiani. Ornella rappresentò un riferimento importante per tutti i giovani appassionati di Luigi Tenco dell’epoca. Grazie a lei molti giovani confluirono nel suo Club e fecero in modo che Luigi non venisse dimenticato.  Uno dei modi utilizzato dai ragazzi di Ornella fu quello di  sollecitare i programmisti affinché passassero le canzoni di Tenco per radio. Oppure quando un programmista inseriva una canzone di Tenco in radio di suo, subito i fans del club  mandavano valanghe di ringraziamenti, bigliettini, complimenti, di modo che fosse incitato a ripetere la cosa.

 

Per sapere qualcosa di più  leggete quest’ intervista a Enrico de Angelis c he racconta com’è nato il Club Luigi Tenco di Venezia e di conseguenza il Club Tenco di Sanremo del quale lui fa parte.( fonte: La brigata Lolli)

Ma se volete approfondire maggiormente ciò che fecero Ornella e i ragazzi del Club Luigi Tenco di Venezia  leggete queste pagine che potete trovare all’interno del  sito di Massimo Ciaponi.  (fonte: Il mio regno).

Per concludere leggete l’omaggio a Ornella scritto da Fausto sul suo blog La mia valle.


 E con queste immagini  di “luoghi e contenuti tenchiani” auguro a tutti voi

Buone vacanze.

Fonti:

Grazie a Massimo per aver concesso l’ascolto della canzone ” La mia valle” cantata da Luigi Tenco e del video dove la stessa canzone viene cantata da Gioacchino Lanotte.

Ringrazio inoltre Fausto per avermi concesso l’utilizzo della foto della valle e del video dove canta L’Aura.

Infine un ringraziamento a Balans per le informazioni sull’abitazione nativa di Luigi Tenco e agli amici Bruno e Rino che ci hanno accompagnato fisicamente e spiritualmente in questo viaggio tenchiano.

Binario Ventuno, il binario degli appassionati di Luigi Tenco.

Ripartiamo da Binario Ventuno,

il binario degli appassionati di Luigi Tenco.


In occasione del 70° anniversario della sua nascita, non poteva mancare un nuovo spazio dedicato al compositore Luigi Tenco.

Uno spazio voluto da un piccolo gruppo di appassionati di Luigi Tenco, composto da me, Renzo (Balans), Massimo e Fausto, desiderosi di raccogliere e mettere a disposizione materiale di studio e di discussione come appunti, analisi dei testi, articoli, fotografie, filmati.

Uno spazio alternativo e neutrale dove coordinare, stimolare e produrre attività culturali che siano in sintonia con il pensiero “tenchiano“.

Uno spazio dove tutto il mondo tenchiano possa ritrovarsi in via sperimentale per produrre e diffondere materiale artistico vario.

Binario Ventuno è dunque uno spazio da scoprire e condividere, dove il principale obiettivo è quello di valorizzare l’arte e il pensiero di Luigi Tenco ma anche quello di farlo rivivere in modo diverso, togliendolo dalla cronaca e consegnandolo, in tutta la sua grandezza alla storia.

Per saperne di più prendete il treno e ripartite da Binario Ventuno…(http://binario21.forumfree.net/)