La Ballata dell’amore

La Ballata dell’Amore, olio su tela di Maria Vittoria Conconi, 2012

Amore, amore, amore, amore, amore …
su questo Amore è gia stato detto tutto
eppure tutti hanno ancora da dire
chi parlando del cuore
chi con parole nuove.

 

Zicconi al Ferroviario per l´omaggio a Tenco

S.A. 30 dicembre 2013

 Oltre al cantante algherese, saranno protagonisti della serata Marcello Peghin (chitarre), Mariano Tedde (Piano), Paolo Zuddas (Percussioni), Salvatore Maltana (Contrabbasso e basso elettrico) ed Emanuele Dau (Tromba e Flicorno)

Zicconi al Ferroviario per l´omaggio a Tenco

Nella foto: il concerto tenutosi nel Teatro civico di Alghero

SASSARI – Giovedì 2 Gennaio 2014 alle ore 21 al Teatro Il Ferroviario di Sassari Paolo Zicconi canta Luigi Tenco in un concerto dal titolo “In qualche parte del mondo”. Durante la serata saranno interpretati alcuni brani scelti nell’importante produzione di Luigi Tenco in un percorso che ha nel jazz la sua matrice, ma che si arricchisce di influenze pop e rock. In particolare, saranno proposte sia alcune bellissime canzoni d’amore, sia alcuni brani esistenziali e sofferti, sia alcune ironiche e divertenti ballate, molto distanti dallo stereotipo di “cantautore triste” che ha caratterizzato e alimentato il mito di Tenco.

 

Una chiave interpretativa che esalta i temi, le costruzioni armoniche e le tematiche sviluppate durante una carriera che costituisce un patrimonio fondamentale della canzone italiana. Questo progetto, portato avanti con gli auspici della Famiglia Tenco, unisce musicisti di diversa estrazione, che vanno dalle file del Jazz al pop-rock, fino alla musica sarda e brasiliana. Infatti, oltre il cantante algherese, saranno protagonisti della serata Marcello Peghin (chitarre), Mariano Tedde (Piano), Paolo Zuddas (Percussioni), Salvatore Maltana (Contrabbasso e basso elettrico) ed Emanuele Dau (Tromba e Flicorno).

La serata, che è stata preceduta da un’anteprima ad Alghero, sarà arricchita dall’esposizione all’interno del teatro di alcuni quadri ad olio della pittrice Maria Vittoria Conconi ispirati da alcuni brani del cantautore. Canzoni e dipinti sono inoltre contenuti all’interno del cd omonimo che sarà presentato durante la serata. L’iniziativa, organizzata dall’associazione culturale “materia grigia”, è realizzata con il contributo del Comune di Sassari – Assessorato alle Culture.

Fonte: Alguer.it 

Il microfono di Luigi Tenco

Il microfono di Luigi Tenco 

“Vieni via con me”, la trasmissione-evento condotta da Fabio Fazio e Roberto Saviano, ha ricordato in due circostanze Luigi Tenco. L’amico tenchiano Fausto ha pensato bene di raccogliere questi dettagli in questo video da lui montato e che potete vedere anche su Binario 21, il forum degli appassionati di Luigi Tenco.

La forza delle parole Incontri sulla parola e la musica

La forza delle parole
Incontri sulla parola e la musica

“Le parole, le parole, soltanto le parole bastano per fare una canzone che sia veramente vera, giusta, moderna. Non c’è bisogno di altro… “ Luigi Tenco

 

La forza delle parole – serata conclusiva

Venerdì 28 maggio (ore 20 – ingresso libero) al Teatro Il Ferroviario di Sassari si concluderà la rassegna “La forza delle parole” organizzata dall’Associazione Materia Grigia con la collaborazione della Compagnia Teatro La Botte e Il Cilindro e la Libreria Internazionale Koinè.
All’incontro, dal titolo “Quasi sera. Una storia di Tenco”, parteciperà Ada Montellanico, autrice e cantante tra le più originali e raffinate della scena jazz italiana, accompagnata da Giovanni Agostino Frassetto direttore dell’ Orchestra Jazz della Sardegna.

La serata prevede anche un’ospite a sorpresa in sala.

L’iniziativa incentrata sul rapporto tra la parola e la musica prende spunto dall’opera di Luigi Tenco, cui Materia Grigia sta anche dedicando il laboratorio teatrale “Università e Teatro” in svolgimento presso il Ferroviario. Aperta a Gennaio dalla pittrice Maria Vittoria Conconi e dal baritono Paolo Zicconi con “Immaginari visivi e musicali ispirati da Luigi Tenco”, è poi proseguita a Febbraio con “Il sax ribelle” di Renzo Zannardi, a Marzo con “Una prigione di vetro”, di Mario Dentone, scrittore e portavoce ufficiale della famiglia Tenco e ad aprile con “La forza delle parole” con lo scrittore Erri De Luca.

La rassegna, realizzata con il finanziamento del Comune di Sassari ed il contributo dell’ Università degli studi di Sassari e dell’Ersu prevede anche, nel foyer del teatro Il ferroviario, una mostra di dipinti e disegni di Maria Vittoria Conconi ispirati da alcuni brani di Luigi Tenco.

 

 

“Il sax ribelle”

Luigi Tenco e “Il sax ribelle”

 

Renzo Zannardi

Prosegue al Teatro Il ferroviario di Sassari la rassegna “La forza delle parole” , con una serata dedicata a Luigi Tenco al quale stavolta ha partecipato Renzo Zannardi, studioso ed estimatore di Tenco, che ha presentato al pubblico il suo lavoro intitolato “Il sax ribelle” incentrato sui valori sociali e di protesta presenti nelle canzoni di Luigi Tenco.
Anche questa volta hanno accompagnato la serata Paolo Zicconi alla voce e al pianoforte insieme a Mauro Uselli al sax e alla chitarra, interpretando alcuni fra i pezzi più politicizzati di Tenco.
(Teatro il Ferroviario, Sassari, 15/02/10)

foto e video di Giovanni Salis 

 

“La forza delle parole”

Prosegue al Teatro Il ferroviario di Sassari la rassegna “La forza delle parole con una serata dedicata a Luigi Tenco con il baritono algherese Paolo Zicconi e Mauro Uselli al sax e chitarra

Paolo Zicconi canta Tenco con Uselli

 
SASSARI – Lunedì 15 febbraio alle ore 20 prosegue al Teatro Il ferroviario di Sassari la rassegna “La forza delle parole”, organizzata dall’associazione materia grigia con la collaborazione della Compagnia Teatro La Botte e il Cilindro e la libreria internazionale Koinè.

L’iniziativa è stata inaugurata nei giorni scorsi da una serata incentrata su musica, immagini e parole nel corso della quale la pittrice Maria Vittoria Conconi e il Baritono Paolo Zicconi hanno presentato degli originali “Immaginari visivi e musicali ispirati da Luigi Tenco”. La serata ha svelato al numeroso pubblico accorso per l’evento aspetti interessenti e poco noti della vita e della poetica di Tenco precursore assoluto, musicista e poeta morto da più di quarantadue anni ma ancora molto conosciuto e amatissimo dal pubblico.

Ad accompagnare il racconto sulla musica e la poesia di Tenco saranno nei prossimi mesi musicisti, scrittori, studiosi che ripercorreranno insieme al pubblico i momenti più importanti della vita e delle opere del cantante. In questo secondo appuntamento Renzo Zannardi studioso ed estimatore di Tenco presenterà al pubblico il suo lavoro intitolato “Il sax ribelle” incentrato sui valori sociali e di protesta presenti nelle canzoni di Luigi Tenco. Anche questa volta sarà presente Paolo Zicconi alla voce e pianoforte insieme a Mauro Uselli al sax e chitarra.

Sarà quindi Mario Dentone (scrittore e autore di un saggio biografico su Tenco) il 12 marzo a raccontare il cantante con un intervento dal titolo “La prigione di vetro”. Ospiti della rassegna saranno anche Gianni Mura, Erri De Luca, Paolo Fresu e Ada Montellanico. La rassegna “La forza delle parole”, realizzata con il patrocinio del Comune di Sassari, con il contributo dell’Università degli Studi di Sassari e dell’Ersu, proseguirà con appuntamenti a cadenza mensile fino a maggio 2010.

fonte: http://notizie.alguer.it/n?id=30637

La Ballata dell’amore

La Ballata dell’amore

Disegni di MVC/Gulliveriana© , video realizzato da Fausto 

La Ballata Dell’Amore

Amore, amore, amore, amore, amore…
su questo amore è già stato detto tutto
eppure tutti hanno ancora da dire
chi parlando del cuore
chi con parole nuove.

Amore, amore, amore, amore, amore…
ad ascoltare tutto quel che se ne dice
sembra che intorno ci sia solo gente
che oltre al grande amore
non pensa a niente.

Chi fa dell’amore la cosa più grande,
chi invece lo vede, soltanto come un gioco,
chi ha dell’amore i suoi giorni più belli,
chi invece vi trova solo disperazione.

Amore, amore, amore, amore, amore…
povero amore ti cercano sempre,
parlan di te anche troppo sovente,
io per una volta
non dirò niente.
    

Luigi Tenco

( periodo SAAR)

In questa ballata del 1965 Tenco, parlando all’Amore personificato, lo descrive come vittima dei suoi cantori, “Povero amore, ti cercano sempre”, con un gioco letterario dice di non voler parlare d’amore mentre ne sta già parlando, quello che si coglie è la sua volontà di parlare d’amore in un modo diverso visto che “su questo amore è già stato detto tutto, eppure tutti hanno ancora da dire, chi parlando del cuore, chi con parole nuove”, e le sue sono certamente parole nuove cercate per esprimere un modo diverso di pensare all’amore e di parlare d’amore. 

 Commento di Renzo Zannardi, pubblicato sul libro “Il mio posto nel mondo” (De Angelis, Deregibus, Sacchi ed, Bur) pagg. 341; 342 )

Amore, amore, amore, quante parole sull’amore …

Ma una bella frase sull’amore, la voglio citare:

l’amore e’ come una bella donna da conquistare,

ogni volta devi essere sempre diverso,

piu’ spontaneo e creativo della volta precedente.

M.C.

La ballata del Marinaio

La ballata del Marinaio
analisi del testo di Renzo Zannardi

 

Premessa
Nel mio post precedente ho voluto raccontare come nasce per me un’idea di disegnare una Ballata del Marinaio di Luigi Tenco. In quello di oggi, invece, voglio condividere con voi l’analisi del testo elaborata dal mio amico Renzo Zannardi, studioso ed estimatore di Luigi Tenco ed aprire uno spazio dedicato al Tenco sociale. Buona lettura.
Gulliveriana

Luigi Tenco parla di guerra in diverse canzoni: “La ballata dell’eroe” (De Andrè), “E se ci diranno”,Padroni della terra” (una sua versione del “Il disertore” di Boris Vian), “Io vorrei essere la”, “Li vidi Tornare”… In alcune di queste canzoni inserisce solo dei rimandi alla guerra, in altre se ne occupa in modo più diffuso, articolato, e compiuto. Però solo nella ballata del marinaio analizza così in profondità i motivi che portano alla guerra. Solo nella “ballata del Marinaio smaschera la truffa che subiscono i soldati che vanno a combatterla. Luigi Tenco ha trattato il tema della guerra interpretando, da protagonista, anche un film (“La cuccagna”), dove i generali, e guerra, vengono sbeffeggiati e ridicolizzati. Luigi Tenco parla diffusamente della guerra anche nel dibattito avvenuto a “Beat 72” nell’autunno del 1966. Insomma parla molto spesso di guerra ma lo fa in modo “tenchiano”e perciò per niente retorico.

                                                    

Ballata del marinaio, matita di MVC/Gulliveriana©, 2008

La ballata del marinaio è una ballata pacifista completamente diversa da tutte le canzoni antimilitariste dell’epoca, infatti, non parte da una posizione ideologica precostituita per descrivere gli orrori della guerra, non parte neppure da una valutazione politica: guerra giusta o sbagliata! Parte semplicemente dall’uomo dalla sua vita privata, dai suoi affetti dei suoi sogni…. E’ una ricerca più intimista, sociologica molto avanzata. Si intuisce subito che il compositore ha un obiettivo molto forte: dimostrare che gli uomini sono tutti uguali e che tutti hanno dei sogni e che le guerre siano non negli interessi del popolo ma dei potenti. Mi pare che Luigi, nella “Ballata del Marinaio” sia riuscito molto bene a raggiungere questo suo obiettivo.

Tenco quando parla di soldati ne parla al singolare, forse perché vuole dimostrare che in guerra, alla fine, ci vanno tanti singoli e che solo accettando di andarci formano un esercito. Luigi vuol dimostrare anche che, alla fine, i soldati restano sempre dei singoli che combattono e muoiono da soli. Tenco sembra anche chiedersi: cosa può fare un singolo per salvare il mondo dalla guerra? La risposta sembra essere: disertare!

Le frasi che sintetizzano il concetto sono queste: “ un marinaio in mezzo al mare con una barca ed un cannone e andato a fare la sua guerra…”.Quando invece parla del potere l’autore scrive al plurale, infatti, dice: “…gli han detto che il nemico è uno strano essere…., gli han detto che chi ha dei sogni da difendere….” .

In questa ballata ci fa capire che IL POTERE, per autoconservarsi o espandersi, ha bisogno di inventarsi sempre nuovi nemici. Per convincere il popolo della necessità della guerra fa prima molta propaganda scomodando parole ridondanti, che abbiano un forte senso evocativo o ideologico come: religione, democrazia, patria, morale, libertà, razza, valori… (racchiudendo tutti questi concetti nella parola “sogni”). Coloro che pensano alla guerra come mezzo utile per la risoluzione controversie territoriali o politiche, o per conquistare nuove terre e ampliare le proprie ricchezze, molto spesso usano la strategia psicologica e sociologica di tenere il popolo ignorante! Diffondono falsità e paure. Con queste tecniche riescono a fare facilmente breccia tra gli uomini che, piano piano, iniziano a convincersi della necessità della guerra. Nella ballata del Marinaio Tenco tenta di capire come un uomo possa arrivare ad uccidere un proprio simile e soprattutto il perché. Si spinge anche a dire che la guerra è sostanzialmente un fatto individuale (parla al singolare) e nasce dall’ignoranza, infatti, sostiene: ” Gli hanno detto che il nemico è uno strano essere che non ha cuore, che non sa sognare”. Se questa affermazione è corretta, la risposta del cittadino non potrà che essere: se il nemico è uno strano essere significa che non è uno come noi, è uno diverso (quasi un extraterrestre, inumano, uno senza: capacità affettive, sogni, fede, ideali…). Con questa preparazione il potere è riuscito nel suo intento ad incuneare l’idea che questo “diverso” potrebbe essere pericoloso (come se fosse un animale feroce) sia per lui sia per i suoi cari, uno che potrebbe togliergli la serenità, il benessere. La libertà, uccidere, …, infatti, si chiede: se “non ha cuore e non sa sognare” significa che non capirà mai quelli come noi che hanno cuore e sanno sognare …, insomma è uno molto pericoloso (un essere mostruoso). Dopo che il cittadino ha maturato questa paura, e convinzione, cosa gli dice il potere? “Gli han detto che chi ha dei sogni da difendere deve combattere contro il nemico”. Ecco questo è il COMANDO! Ormai il cittadino è pronto, recepisce che per il proprio bene e per quello della sua comunità, deve fermare questo “mostro”. Soprattutto deve difendere i propri sogni e la propria civiltà… , lo deve fare anche combattendo fino alla morte, magari immolandosi fino a diventare un eroe per la patria (“La ballata dell’eroe…”). In questa Ballata basterebbe sostituire “sogni” con “valori” ed ecco la frase più gettonata nella lotta in atto tra società islamica e l’occidente: NOI dobbiamo difendere i nostri valori occidentali dall’invasione culturale islamica… (“sogni”), LORO devono difendere i loro valori islamici dagli infedeli occidentale… (“sogni”). Luigi ci racconta che il marinaio partì proprio così per la guerra: “Un marinaio in mezzo al mare (il mare come fosse il mondo, uno spazio immenso senza gli altri) con una barca ed un cannone. E’ andato là per fare la sua guerra ad un nemico che non ha mai visto (perciò uno che personalmente non conosce). Con sé ha portato il ritratto di una donna con qualche lettera con i suoi sogni”. Per esorcizzare la paura della solitudine, bisogno di sicurezza e affetto… .

Il marinaio combatte e vince la sua battaglia, infatti, “…il suo nemico ormai è andato a fondo. Però qualcosa è rimasto sulle onde e lui va vedere cosa mai può essere (è quasi sorpreso –cosa mai potrà mai essere rimasto sulle onde- come se non immaginasse neppure che il nemico potesse aver portato qualcosa con sé…) “trova il ritratto di una donna e qualche lettera sogni di un uomo andato a fondo” . Cosa? Anche lui aveva dei sogni? Anche lui volva esorcizzare la paura della solitudine, bisogno di sicurezza e affetto… .

Tenco con questa sua meravigliosa chiusura ci ricorda che gli uomini sono TUTTI UGUALI, che i sogni e le aspirazioni sono anch’esse di tutti; ricorda che tutti gli uomini hanno un amore, dei valori, dei sogni da difendere, ma purtroppo non si conoscono e conseguentemente non si confrontano… . Purtroppo i popoli sono vittime sacrificali d’altri uomini (Il potere). Poi, dopo le distruzioni, molti si accorgono (purtroppo sempre “DOPO”) di essere stati usati, truffati…, si accorgono che i morti erano, padri, madri figli come loro… . Iniziano a ricostruire, fare buoni propositi, salvo poi perdere la MEMORIA STORICA e ricadere nella stessa trappola . Infatti, prima sono stati fatti i campi di sterminio poi, dopo che milioni d’uomini sono andati in fumo, ci si è accorti che Ebrei, omosessuali, zingari, politici… erano uomini non dei “diversi” ma uomini come noi. Luigi lascia aperta la strada alla domanda che si porrà successivamente anche Francesco Guccini in “Auschwitz” Fortunatamente, il 27 Gennaio, è diventata la giornata della memoria e per puro caso è anche il giorno della memoria della morte di Luigi Tenco.

Renzo Zannardi

studioso ed estimatore di Luigi Tenco 

L’analisi del testo è coperta da diritti d’autore, ne è consentito l’uso esclusivamente per motivi che non abbiano scopo di lucro e naturalmente citando l’autore.

 

 


 

 

Breve sintesi sulle sette ballate incise da Luigi Tenco.

Nel 1964-65 Luigi Tenco incise per l’etichetta Saar sette canzoni o ballate dedicate a diversi temi sociali.

La prima, intitolata “La Ballata del marinaio“, tratta il tema della guerra.

La seconda, intitolata “La Ballata della moda“, parla dei persuasori occulti e dei condizionamenti della pubblicità.

La terza, intitolata “Giornali femminili o Ballata dei Giornali femminili o della donna“, tratta il tema del rapporto fra uomo e donna

La quarta, intitolata “Vita familiare o Ballata della vita familiare”, tratta il tema del matrimonio e del divorzio.

La quinta, intitolata “Hobby” o “Ballata degli hobbies e degli Handicaps” parla del sistema scolastico e delle disparità di opportunità fra alunni appartenenti a ceti sociali diversi.

La sesta, intitolata “Vita sociale, o Ballata della vita sociale o del progresso” racconta un’italia provinciale e ipocrita prevalentemente composta da burocrati potenti e cittadini che cercano di arrangiarsi come meglio possono.

Infine la settima, intitolata “La ballata dell’arte” tratta il tema del rapporto fra l’artista e la società.
 

 

La ballata dell’eroe

La ballata dell’eroe

in ricordo di  Luigi e Fabrizio

Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vendere cara la pelle.

E quando gli dissero di andare avanti
troppo lontano si spinse a cercare la verità
ora che è morto la patria si gloria
d’un altro eroe alla memoria.

Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d’un soldato vivo, d’un eroe morto che ne farà
se accanto nel letto le è rimasta la gloria
d’una medaglia alla memoria.

fabrizio de andrè

 


“Quando Salce girava La cuccagna e io dovevo cantare una canzone, avrei potuto cantare una delle mie. Ma il mio amico Fabrizio, un giovane cantautore genovese molto bravo, ne aveva scritta una splendida; ed io cantai quella, dopo aver a lungo discusso con il regista e i produttori.” Luigi Tenco 

1964 da un comunicato della Saar ( fonte: il mio posto nel mondo, a cura di enrico de angelis, enrico deregibus e sergio secondiano sacchi)

Luigi Tenco e Donatella Turri
dal film “La cuccagna” di Luciano Salce, 1962

Uno dei primi a credere in Fabrizio De Andrè fu Luigi Tenco. Portò, infatti, la sua canzone La ballata dell’eroe” nel film La cuccagna di Luciano Salce, nel 1962. Fabrizio gli fu riconoscente e gli dedicò dopo la sua morte una delle più belle canzoni dal titolo “Preghiera in gennaio”.

Ma, io mi chiedo, perchè nei siti dedicati a De Andrè non si parla del gesto generoso di Luigi nei confronti di Fabrizio?