Io sì

IO SI

Io si, 2010  olio su tela di Maria Vittoria Conconi 

foto di Barbara Sangaino

matita di Maria Vittoria Conconi, 2010
disegno preparatorio per dipinto ad olio

Tutti i diritti riservati. Tutte le opere presenti su questo album appartengono a Maria Vittoria Conconi. L’autore ne consente l’uso previa citazione, esclusivamente per iniziative culturali che non abbiano scopo di lucro. 

 
“Io sì, 

che t’avrei fatto vivere

una vita di sogni

che con lui non puoi vivere.”

Luigi Tenco

Periodo Ricordi 

One thought on “Io sì

  1. Nonostante la sua assenza, fui molto fortunato, conobbi infatti una donna gentile e sensibile come Graziella. La cognata di Luigi mi accolse come fossi un giovane amico. Solo a sentirla parlare, si poteva capire immediatamente quanto amore provasse per il cognato. Graziella prima mi diede l’indirizzo dove avrei potuto trovare mamma Teresa, poi mi fece visitare la camera di Luigi e veder le sue cose.Dopo l’ubriacatura (delle cose di Luigi, ovvio) andammo nel bellissimo giardino-terrazza dove correva una stupenda bambina bruna (Patrizia). Giocai e scherzai con lei, in alcune espressioni Patrizia mi ricordò lo zio Luigi; poco distante, leggermente in disparte, un bimbo più piccolo era tutto intento a giocare con il suo Go-Kart (Giuseppe).Graziella andò ben oltre la cortesia formale di ospitalità, si sedette con me in giardino, chiacchierammo, poi mi diede qualcosa da mangiare e da bere: fu una grandissima emozione. Sono tornato in quella casa dopo tanti anni, invitato da Graziella dopo una manifestazione dedicata a Luigi; ho ritrovato Graziella sempre gentile e sensibile come allora, e anche da quest’ultima chiacchierata ho capito quanto affetto provi ancora per suo cognato. Devo confessare che questa casa mi ha regalato magie ed emozioni uniche. Mentre tornavo in auto da Recco, pensavo a tutte le pressioni che la famiglia Tenco avrà subito in questi lunghi anni, sempre al centro dell’attenzione, sempre circondata da “rumors”.Ho due grandi rammarichi: non essere più andato, da giovane, alla torre per incontrare mamma Teresa (ho pensato di farlo mille volte, ma non ho mai più trovato il coraggio) e non aver conosciuto Valentino.

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