La ballata della moda

Tenco, le donne e la musica
La ballata della moda


La ballata della moda, olio su tela di MVC/Gulliveriana, 2010.
Tutti i diritti riservati. Tutte le opere presenti su questo album appartengono a MVC/Gulliveriana. L’autore ne consente l’uso previa citazione, esclusivamente per iniziative culturali che non abbiano scopo di lucro.

Venne l’inverno e Antonio vide al cinema
cortometraggi con bottiglie d’acqua blu
fotografie sui muri e sui giornali
di belle donne che invitavano a provarla

In primavera già qualcuno la beveva e pure lui un giorno
a casa di un amico
dovette berla perchè quello imbarazzato gli disse:
“Scusa ma non m’è rimasto altro”.

Luigi Tenco
1964

fonte video: lontanolontanos
 

One thought on “La ballata della moda

  1. In quell'Italia del "boom" economico, le ballate sociali di Tenco erano straordinariamente lungimiranti: una"diagnosi precoce" di quella che sarebbe stata l'Italia degli ultimi 20 anni. "Vita sociale" = tangentotopoli; "La ballata della moda" = invadenza del marketing, della pubblicità e del consumismo; "Giornali femminili" = instupidimento collettivo mediante stampa e gossip. Va detto però che i grandi pionieri della canzone d'autore s'influenzavano l'un l'altro: qui si sente la presenza di Gaber (o viceversa?)
    La "Ballata della moda" comunque esamina, con una sequenza da commedia all'italiana, la pianificazione della vendita di un prodotto,dalla messa in produzione fino alla diffusione e al consumo, rimodellando sistematicamente il comportamento dei singoli che, mediante la persuasione pubblicitaria e l'omologazione nel gruppo, si auto-convincono di "sceglierlo". E il consumo e l'omologazione (che nel frattempo si fanno mentalità e cultura) riguardano soprattutto i consumatori a reddito basso.
    Si possono portare perfino esempi tangibili di questa lungimiranza: l'"Acquablù" non è altro che il "Gatorade" (che infatti è pura acqua colorata), che per alcuni anni è diventata un "must" degli sportivi o di chi intendeva farsi"promuovere" come tale, grazie alla martellante sponsorizzazione di grandi eventi sportivi. Quanto ai "pantaloni a strisce gialle e nere" che dire poi? Nel corso degli ultimi decenni, ne sono state imposte e suggerite tante fogge, che sarà capitata anche quella con quei colori! 

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