La forza delle parole:Una prigione di vetro

La forza delle parole
Incontri sulla parola e la musica

Le parole, le parole, soltanto le parole bastano per fare una canzone che sia veramente vera, giusta, moderna. Non c’è bisogno di altro… ” Luigi Tenco
 

Una prigione di vetro
di Mario Dentone
Venerdì 12 marzo (ore 20 – ingresso libero) al Teatro il Ferroviario di Sassari riprende la rassegna “La forza delle parole” organizzata dall’Associazione Materia Grigia con la collaborazione della Compagnia Teatro La Botte e Il Cilindro e la Libreria Internazionale Koinè.L’iniziativa si incentra sul rapporto tra la parola e la musica e prende spunto dall’opera di Luigi Tenco, cui Materia Grigia sta anche dedicando il laboratorio teatrale “Università e Teatro” in svolgimento presso il Ferroviario. Aperta a Gennaio dalla pittrice Maria Vittoria Conconi e dal Baritono Paolo ZicconiconImmaginari visivi e musicali ispirati da Luigi Tenco, è poi proseguita a Febbraio con “Il sax ribelle” di Renzo Zannardi, uno studio sui valori sociali presenti nelle canzoni di Luigi Tenco.
All’incontro di Marzo dal titolo “Una prigione di vetro”, parteciperanno Mario Dentone, scrittore e portavoce ufficiale della famiglia Tenco e autore dell’opera teatrale Una prigione di vetro e Roberto Cotroneo, scrittore giornalista e autore anche di saggi critici su tema della canzone d’autore con particolare riguardo ad artisti quali Fabrizio de Andrè e Francesco Guccini.
Alla serata prederanno parte anche il baritono Paolo Zicconi e il polistrumentista Mauro Uselli, che accompagneranno nelle interpretazioni di alcuni brani di Luigi Tenco Luca Imperio, Davide Pala e Giovanni Salis, studenti partecipanti al laboratorio teatrale “Università e Teatro”.
L’iniziativa, realizzata con il finanziamento delComune di Sassari ed il contributo dell’ Università degli studi di Sassari e dell’Ersu e proseguirà con appuntamenti a cadenza mensile fino a maggio 2010.

Immaginari visivi e musicali ispirati da Luigi Tenco.

Immaginari visivi e musicali ispirati da Luigi Tenco.
Teatro il Ferroviario, Sassari, 29/01/2010
I° appuntamento

La rassegna, intitolata ” La forza delle parole”, incontri sulla parola e la musica, organizzata dall’associazione Materia grigia, con la collaborazione della Compagnia Teatro “La Botte e il Cilindro” e della Libreria Internazionale “Koiné” di Sassari, è  incentrata sulla figura e sull’arte di Luigi Tenco.

Ad inaugurare la rassegna sono stati la pittrice Maria Vittoria Conconi,
il baritono algherese Paolo Zicconi 
e Mario Uselli,


che hanno ripercorso gli immaginari visivi e musicali ispirati da Luigi Tenco accompagnando il pubblico presente in un viaggio attraverso parole, immagini e musiche dedicate alla figura del grande cantautore.

 

foto di Giovanni Salis e Alberto Mancosu

 

Ciao Alda, ciao

ciao Alda, ciao

Ci sono pittori che scrivono con le rime
e disegnano foreste entro cui
vanno a vivere con i loro amori.
Si contentano di un solo pensiero,
lo vestono di rubini e
credono che sia un re.
I poeti non credono alle date,
credono che la loro storia cominci
dalla presenza.

Alda Merini

Origine: www.youtube.com
Cortometraggio di Luca Losito dedicato alla grande poetessa italiana, presentato in occasione della I edizione del Festival Ottobre in Poesia, abbinato al premio letterario internazionale
“C
ittà di Sassari – L’Isola dei Versi”.

rosellina

Per il mio compleanno…

Rosellina, matita di MVC/Gulliveriana©, 2008

Rose 


Costellazione terrestre,
rose,
colme rose silenziose,
più d’ogni bel viso belle,
fragranti più delle onde
nei mattini leni alla marina,
rose,
nell’ora vostra perfetta
mirarvi è smarrirsi in voi,
quale un cielo trapunto di luci serene,
colme rose estatiche,
sensi secreti voi irraggiate,
voi pronte a perire
in beatitudine e sacrificio,
rose,
adorarvi non vale a possedervi,
ardenti vertici vivi!

 

Sibilla Aleramo

Sì alla Terra
( 1928-1934)

Per la testa grandi idee

 Prendete nota:

Luigi Tenco

Per la testa grandi idee

DVD +Book

L’artista simbolo della canzone d’autore, scomparso drammaticamente nel 1967, raccontato in uno straordinario cofanetto curato da Enrico De Angelis, fra gli organizzatori storici del Premio Tenco, e Mario Dentone.

Luigi Tenco – Per la testa grande idee un’opera che raccoglie tutti i documenti video di Luigi Tenco rimasti nelle teche Rai e non solo. Presenti tutti i suoi classici, da Lontano Lontano a Mi sono innamorato di te a Vedrai Vedrai e memorabili momenti televisivi insieme a Lucio Dalla, Ornella Vanoni e i Rokes.

Scrive Enrico De Angelis, che insieme a, Mario Dentone ha curato questa straordinaria pubblicazione: “Luigi Tenco non era considerato un personaggio molto televisivo, secondo i canoni correnti. La diffidenza era reciproca, ma probabilmente era più la televisione a tenersi a debita distanza da lui, che non viceversa. Troppo malinconico, volto tenebroso, canzoni difficili, carattere non incline al compromesso. Le testimonianze visive che ci sono rimaste di lui, perciò, sono limitate.”

fonte: http://www.italianmusicstore.com/prodotto.asp?id=57588

 

Trionfo dell’arroganza

 

Trionfo dell’Arroganza


Nel Trionfo dell’Arroganza
il Menzogna impartisce reprimende
perchè remano contro e gli impediscono
di rifare l’Italia
non soltanto ai sodali più riottosi
ma anche e soprattutto agli avversari
dimostrando di credere
che ricevuta la prescritta unzione
uno (uno, s’intende, come lui)
diventa ipso facto padrone
come se si trattasse d’una villa
con annessi fabbricati rurali
sia della cosiddetta maggioranza
che della cosiddetta opposizione.
 

Giovanni Raboni
Ultimi Versi
2004
Garzanti

Vi ricorda qualcuno ?

Per aiutarvi vi dico subito che non è l’autore di “Io sono uno”,tutt’altra cosa…
Ma se volete capire chi è, vi invito a leggere il post di Spartaus intitolato

 

Regalità

REGALITA

Caffettiere regali, acquerello di Gulliveriana/MVC


Un bel mattino, presso un popolo dolcissimo, un uomo e una donna superbi gridavano sulla pubblica piazza: «Amici miei, voglio ch’ella sia regina!» e «Io voglio essere regina!». Ella rideva e tremava. Egli parlava agli amici di rivelazione, di prova superata. Cadevano in deliquio l’uno contro l’altra.
In realtà, furono re per un mattino in cui le tappezzerie color carminio si rivelarono sulle case, e per tutto il pomeriggio, in cui avanzarono dal lato dei giardini di palme.

Arthur Rimbaud

25 aprile 2007

25 aprile

Per non dimenticare …

Ultime lettere di condannati a morte della resistenza italiana

 

Disegno di Gulliveriana. Zaino rosso e taccuino, sanguigna.

Mamma adorata,

quando riceverai la presente sarai già straziata dal dolore. Mamma, muoio fucilato per la mia idea. Non vergognarti di tuo figlio, ma sii fiera di lui. Non piangere Mamma, il mio sangue non si verserà invano e l’Italia sarà di nuovo grande. Da Dita Marasli di Atene potrai avere i particolari sui miei ultimi giorni.

Addio Mamma, addio Papà, addio Marisa e tutti i miei cari; muoio per l’Italia. Ricordatevi della donna di cui sopra che tanto ho amata. Ci rivedremo nella gloria celeste.

Viva l’Italia libera!

Achille

Di anni 22 – studente in scienze economiche e commerciali – nato a Macerata il 16 settembre 1921 -. Tenente di complemento di Artiglieria, dopo l’8 settembre 1943 raggiunge Vestignano sulle alture maceratesi, dove nei successivi mesi si vanno organizzando formazioni partigiane – dal Gruppo ” Patrioti Nicolò ” è designato comandante del distaccamento di Montalto -. Catturato all’alba del 22 marzo 1944, nel corso di un rastrellamento effettuato da tedeschi e fascisti nella zona di Montalto – mentre 26 dei suoi sono fucilati immediatamente sul posto e 5 vengono salvati grazie al suo intervento, egli viene trasportato a Muccia (Macerata) ed interrogato da un ufficiale tedesco ed uno fascista -. Fucilato senza processo alle ore 18,25 del 23 marzo I944, contro la cinta del cimitero di Muccía Medaglia d’Oro al Valor Militare.

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I tuoi occhi rischiarano la mia cella

Sandra carissima,
dopo appena sette giorni dal mio arresto mi
hanno condannato a morte, stamani. Ho agito in piena coscienza di
cio’ che mi aspettava. Il tuo ricordo e’ stato per me di grande
conforto in questi terribili giorni. Non hanno avuto la
soddisfazione di veder un attimo di debolezza da parte mia.
Non mi sarei mai aspettato di scrivere la prima lettera ad una
ragazza in queste condizioni. Perche’ tu sei la prima ragazza che
abbia detto qualcosa al mio cuore. Mi e’ occorso molto tempo per
capire cosa eri per me. Io ti amo, ti amo disperatamente. In
questi giorni ho avuto sempre un nome in mente: Sandra; due occhi
luminosi – i tuoi – che hanno rischiarato la mia cella.
Sandra, non lasciarmi mai. Perdonami questa mia debolezza, sii
forte come voglio e sapro’ esserlo io. Sii’ felice, e’ il mio
grande desiderio.

Bruno

Sta vicina a mia madre, ne ha tanto bisogno. Sandra, Sandra.

22 gennaio 1945, Carceri Giudiziarie di Torino
Ultima lettera di un partigiano, Brigata Garibaldi, condannato a morte.

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Caro Mario,

sono le ultime ore della mia vita, ma con questo vado alla morte senza rancore delle ore vissute.

Ricordati i tuoi doveri verso di me, ti ricorderò sempre

Franca

Cara mamma, perdonami e coraggio. Dio solo farà ciò che la vita umana non sarà in grado di adempiere. Ti bacio. La tua

Franca

Di anni 25 – casalinga – nata a Savona il 28 settembre 1919 -. Il 1°ottobre 1943 si unisce alla Brigata “Colombo”, Divisione “Gramsci”, svolgendovi attività di informatrice e collegatrice e procurando vettovagliamento alle formazioni di montagna -. Arrestata la sera del 21 ottobre 1944, nella propria casa di Savona, da militi delle Brigate Nere – tradotta nella Sede della Federazione Fascista di Savona -. Fucilata il I° novembre 1944, senza processo, da plotone fascista, nel fossato della Fortezza ex Priamar di Savona, con Paola Garelli e altri quattro partigiani.

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Carissimi,

una sorte dura e purtroppo crudele sta per separarmi da voi per sempre. Il mio dolore nel lasciarvi è il pensiero che la vostra vita è spezzata, voi che avete fatti tanti sacrifici per me, li vedete ad un tratto frustrati da un iniquo destino. Coraggio! Non potrò più essere il bastone dei vostri ultimi anni ma dal cielo pregherò perché Iddio vi protegga e vi sorregga nel rimanente cammino terreno. La speranza che ci potremo trovare in una vita migliore mi aiuta a sopportare con calma questi attimi terribili. Bisogna avere pazienza, la giustizia degli uomini, ahimè, troppo severa, ha voluto così. Una cosa sola ci sia di conforto: che ho agito sempre onestamente secondo i santi principi che mi avete inculcato sin da bambino, che ho combattuto lealmente per un ideale che ritengo sarà sempre per voi motivo di orgoglio, la grandezza d’Italia, la mia Patria: che non ho mai ucciso, né fatto uccidere alcuno: che le mie mani sono nette di sangue, di furti e di rapine. Per un ideale ho lottato e per un ideale muoio. Perdonate se ho anteposto la Patria a voi, ma sono certo che saprete sopportare con coraggio e con fierezza questo colpo assai duro.

Dunque, non addio, ma arrivederci in una vita migliore. Ricordatevi sempre di un figlio che vi chiede perdono per tutte le stupidaggini che può aver compiuto, ma che vi ha sempre voluto bene.

Un caro bacio ed abbraccio

Renzo

Di anni 27 – ingegnere alla FIAT di Torino – nato a Torino il 25 dicembre 1917 -. Addetto militare della squadra “Diavolo Rosso”, poi ufficiale di collegamento dell’organizzazione “Giovane Piemonte” – costretto a lasciare Torino, si unisce alle formazioni operanti nel Canavesano -. Catturato l’8 dicembre 1944 a Torino, nella propria abitazione, in seguito a delazione, per opera di elementi delle Brigate Nere, essendo sceso dalla montagna nel tentativo di salvare alcuni suoi compagni -. Processato l’8 febbraio 1945, dal Tribunale Co:Gu: (Contro Guerriglia) di Torino, perché ritenuto responsabile dell’uccisione del prefetto fascista Manganiello -. Fucilato l’11 febbraio 1945 al Poligono Nazionale del Martinetto in Torino, da plotone di militi della GNR, con Alfonso Gindro ed altri tre partigiani.

Fonte: Resistenza italiana. it

 

Seven Sevens

Seven sevens.

 

Libreria di Gulliveriana. Disegno a matita, 2006

Mi è stato passato il testimone da Marcello, che ringrazio. Ecco sette volte i miei magnifici sette.

:: sette cose che spero di fare prima di morire
1. imparare a disegnare bene
2. dire ciò che sento
3. imparare a ridere anche di me stessa
4. avere i vecchi amici e le persone più care sempre vicini
5. vincere la paura di non farcela
6. regalare un sorriso a chi è più sfortunato
7. esplorare orizzonti sconosciuti

:: sette cose che non so fare
1. studiare matematica
2. parlare bene l’inglese
3. odiare
4. stare zitta di fronte ad evidenti ingiustizie
5. mentire a qualcuno guardandolo negli occhi
6. cucinare bene
7. scrivere romanzi

:: sette cose che mi piacciono del mio compagno
1. la sua intelligenza e quindi la sua cultura
2. la sua bellezza (anche l’occhio vuole la sua parte)
3. l’ironia
4. il senso dell’umorismo
5. la dolcezza
6. la passione per la musica, il cinema e il teatro e i fumetti ecc.ecc.
7. la condivisione delle idee di sinistra.

:: sette cose che dico spesso
1. che tristezza
2. comunque
3. vorrei vedere te al mio posto
4. un attimo
6. se avessi immaginato tutto questo
7. …non sarei in questa situazione

:: sette libri che amo ( qui è difficile restringere il campo):
1. Svevo, La coscienza di Zeno
2. Schnitzler, Doppio sogno
3. Aleramo, Una donna
4. Levi , Se questo è un uomo
5. Buzzati, Un amore
6. Lippmann, l’opinione pubblica
7. Bobbio, Destra e Sinistra

:: sette film che amo e rivedrei in continuazione (anche qui è difficile restringere il campo)
1. Barry Lyndon
2. 2001 odissea nello spazio
3. Eyes wide Shut
4. La meglio gioventù
5. 2046
6. Quarto potere
7. C’era una volta in america

:: sette persone a cui passo il testimone
Alderaban, Masso57, Philosophia, Sibillacumina, Sublimefollia, Vann, Viga.